La Stampa, 25/10/2006 Massimo Gramellini, 25 ottobre 2006
La Stampa, mercoledì 25 ottobre Riusciamo soltanto a immaginare la stizza con cui Oliviero Diliberto avrà accolto la pagina che Rinascita ha dedicato al suo 50esimo compleanno
La Stampa, mercoledì 25 ottobre Riusciamo soltanto a immaginare la stizza con cui Oliviero Diliberto avrà accolto la pagina che Rinascita ha dedicato al suo 50esimo compleanno. Un compagno tanto schivo avrebbe preferito che l’augusto genetliaco passasse sotto silenzio. Forse non avrebbe opposto resistenza a un servizio della Cnn: per il bene del comunismo ogni sacrificio è sopportabile. Ma sul suo giornale, giammai. Al limite un trafiletto. Invece la direttrice Manuela Palermi gli ha confezionato proprio un bel regalo. Fin dal titolo, assai spiritoso: «Auguri Diliberia». E che nessuno s’azzardi a dire che il riferimento a Lavrentij Beria, delle purghe staliniane il principale lassativo, è di cattivo gusto. Un conto è essere paragonati a un criminale plutocratico, un altro a un comunista che sistemò sottoterra con notevole efficienza intere legioni di controrivoluzionari. Se dunque il titolo poteva non dispiacere al festeggiato, l’articolo lo avrà steso, poveretto. Viene descritto come un cavallo di razza che non mostra mai stanchezza, non perde mai la pazienza e sa ascoltare le ragioni degli altri, quando lo meritano. Ovviamente è lui - dall’alto della sua cavallinità di razza non stanca e paziente - a decidere quando lo meritano. Incensato fin sopra la criniera, il puledro deve aver lanciato un nitrito di ribrezzo. Nessuno più di Diliberia detesta il culto della personalità. Perciò chissà quanto lo avrà fatto imbestialire quell’altro articolo dal titolo non polemicissimo: «Il sarcasmo arabesco, la sua arma speciale». Autore, Radhouan Ben Amara, esperto d’arabeschi: «Non canto mai il culto di Abramo, di Cristo e neanche di Ghandi. Questa volta lo faccio per narrare l’Oliviero figlio della luce». Arrivato lì, il figlio della luce ha sbattuto il giornale nel cestino. E per sbollire l’imbarazzo che sempre gli provoca la sovraesposizione, è corso in tv a farsi intervistare dalla Bignardi. Massimo Gramellini