Elisabetta Visalbergh, La Stampa-Tuttoscienze 25/10/06 pagina 2, 25 ottobre 2006
Sono di nuovo senza casa i 45 scimpanzé che dopo aver vissuto sette anni in un laboratorio di Vienna furono trasferiti al "Safari Park" di Gänserndorf
Sono di nuovo senza casa i 45 scimpanzé che dopo aver vissuto sette anni in un laboratorio di Vienna furono trasferiti al "Safari Park" di Gänserndorf. Le cose sono andate così: nel 1999 la Immuno-Baxter di Vienna, multinazionale statunitense che sperimentava sulle scimmie farmaci per curare l’epatite e l’Aids, smise le ricerche e trasferì nel "Safari Park" i 45 scimpanzé abituati a vivere ciascuno nella propria gabbia. Per aiutare gli animali ad adattarsi alla nuova vita fu scelta Signe Preuschoft, ricercatrice dello "Yerkes Primate Center" della Emory University (Atlanta, Georgia): «Dopo un periodo di sguardi a debita distanza, gli scimpanzé furono messi insieme. Il risultato fu sorprendente: si ignoravano, guardavano altrove e facevano finta di nulla. Mai, mettendo insieme due scimpanzé che non si conoscevano, mi era capitato di osservare questa totale indifferenza. Era chiaro che non sapevano comunicare, non sapevano mettersi d’accordo su chi era dominante e chi subordinato. Se si sfioravano non sapevano ”cosa dirsi”. Erano scimpanzé socialmente incompetenti. Ciascuno stava al suo posto. Tuttavia, col tempo, le cose sono cambiate e qualcuno ha osato toccare l’altro. C’è voluto un anno perché iniziassero a giocare o negoziare le regole sociali». Nel 2004, l’ennesimo colpo di scena: il "Safari Park" fallisce. I primatologi si attivano per trovare una nuova casa agli animali e chiedono aiuto a Maria Rauch-Kallat, ministro della Salute austriaco. La signora assicura la sua disponibilità ma dopo quache giorno la sua coalizione perde le elezioni. A questo punto la sorte degli scimpanzè è nelle mani della nuova maggioranza.