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 2006  ottobre 26 Giovedì calendario

Chi possiede la realtà. Nova Il Sole 24 Ore 26 ottobre 2006. I cinquantenni di oggi sono gli "splendidi quarantenni" di una volta - giusto per citare Nanni Moretti - e Marco Bassetti, che 50 anni li compirà fra un anno, è uno che ha fatto e visto parecchio

Chi possiede la realtà. Nova Il Sole 24 Ore 26 ottobre 2006. I cinquantenni di oggi sono gli "splendidi quarantenni" di una volta - giusto per citare Nanni Moretti - e Marco Bassetti, che 50 anni li compirà fra un anno, è uno che ha fatto e visto parecchio. Soprattutto, ha visto nascere e crescere il medium più intrusivo per antonomasia. Soprattutto, è uno di quelli che ha fatto la tele-visione privata. Con una carriera iniziata in piccoli network, fino ad arrivare alla produzione esecutiva di programmi della Retequattro di Mondadori e della successiva Mediaset, Bassetti è di quel di Varese. A vederlo nel suo studio romano di Endemol Italia, limitrofo alla Rai di Viale Mazzini non sembrerebbe uno che ha fatto la "gavetta". E invece sì, Bassetti ha lavorato - e studiato - parecchio. Oggi, dopo aver fondato la prima casa di produzione italiana, è membro dell’international board di Endemol. "Fino al 2010 il 72% della raccolta pubblicitaria andrà alle tv generaliste - ci dice, appena entrato nel suo ufficio -. L’Italia è il quarto mercato televisivo al mondo e il terzo per quanto riguarda la pubblicità tv, dopo gli Stati Uniti e il Giappone. E la maggior parte delle risorse, nei prossimi anni, verranno ancora dalle reti analogiche. Le perdite nei confronti dei new media sono minime e inferiori a quelle di altri Paesi". E allora che fare? Quali i modelli da seguire? "In Italia si cita sempre la Bbc. Io guardo invece a Channel Four: uno straordinario canale d’innovazione voluto dallo stato britannico che con lungimiranza guarda soprattutto ai contenuti e ai produttori indipendenti, e meno alla spartizione del mercato tra broadcaster come invece fanno i nostri politici". Ma anche in Italia la pay tv ha fatto qualcosa di buono: "Non solo oggi Sky ha quasi 4 milioni di clienti - prosegue Bassetti - ha un Arpu che è forse uno dei più alti in Europa e un churn rate bassissimo. Quando Murdoch deciderà di quotarla il suo valore di investimento triplicherà. Mockridge ha saputo fare una pay tv come nessuno era riuscito prima". Ma a Bassetti non piace solo Sky. Di fianco al suo computer troneggia un i-Pod video che non è possibile non notare: "Mia figlia ci ha messo "Il Pirata dei Caraibi" comprato su internet nel sito di iTunes Usa. E io lo guarderò nel prossimo viaggio". A questo punto è evidente: Bassetti, come tanti, vive lo sdoppiamento dell’innovatore. Che se da una parte esercita spirito critico per migliorare le cose, dall’altra vive una spinta di conservazione che lo porta a preservare gli equilibri maturati. "Mio fratello Paolo (attuale Presidente della società, ndr) sta continuando la strategia del gruppo che da sempre punta a conciliare l’innovazione con i risultati di mercato. Siamo attenti da sempre ai nuovi scenari e alla tecnologia. Infatti dal 2006 fa parte del nostro gruppo la Yam112003, una società di giovani talenti che crea e sviluppa contenuti per i new media. Poi, stiamo definendo con Telecom un importante progetto televisivo per Iptv. Oggi parlare di tv non è più corretto. più giusto parlare di schermi che ci circondano in ogni situazione della nostra vita". Già, come un Grande Fratello all’ennesima potenza. E Bassetti lo sa bene, perché ha importato il capostipite della specie. In onda sulla pay tv, sui telefonini e internet, il GF1 ha inaugurato il filone dei programmi multipiattaforma. E adesso... : "Ritengo che il Dvbh, se non avrà contenuti propri appositamente formattizzati, difficilmente potrà sfondare soltanto con il simulcast - dice -. Oggi i contenuti sono la vera killer application e il mezzo in cui vengono trasmessi non è più importante come prima. Siamo passati da un’era di scarsità di canali a un’era di abbondanza. E tuttavia oggi è importante conoscere chi li riceve e avere la capacità di farlo diventare cliente-consumatore". Una visione, questa, molto diversa da quella di Carlo Nardello, direttore strategie e marketing della Rai, che parla di cittadini-utenti... In uno scenario in evoluzione come quello dei media, le soluzioni di Bassetti per portare innovazione nella tv generalista sono "evitare una forsennata gara per vincere il prime time, che oggi è ancora anacronisticamente calcolato dalle 20.30 alle 22.30. Accorciare alcune trasmissioni. In particolare, i reality, che per qualche punto di share sforano oramai fino alla quarta serata". "Poi - prosegue Bassetti - c’è la pubblicità. Oggi viviamo una televisione di flusso in un mercato estremamente competitivo, dove l’omogeneità dei target e la continuità sono determinanti. I break dovrebbero essere inseriti sempre all’interno dei programmi, e mai tra l’uno e l’altro. Poi, bisognerebbe evitare anteprime, parti prime, seconde e terze ingannevoli anche per gli investitori pubblicitari". Non era forse Roberto Giovalli (ex direttore di canali televisivi come La7 e Mediaset) a raccontare con sarcasmo: i contenuti sono tutto ciò che passa tra uno spot e l’altro? Cristina Tagliabue