Il Sole 24 Ore 25/10/2006, pag.3 Enrico Marro, 25 ottobre 2006
Pensioni, ligure il deficit più alto. Il Sole 24 Ore 25 ottobre 2006. Milano. A un cittadino lombardo basta una moneta da un euro, il prezzo di un quotidiano, per ripianare il deficit previdenziale della sua regione
Pensioni, ligure il deficit più alto. Il Sole 24 Ore 25 ottobre 2006. Milano. A un cittadino lombardo basta una moneta da un euro, il prezzo di un quotidiano, per ripianare il deficit previdenziale della sua regione. Le cose vanno meno bene a un trentino (con un rosso individuale di 85 euro) e a un laziale, che dovrebbe versare 123 euro, ma se la passano ancora peggio gli emiliani (in passivo di 889 euro ciascuno), i campani (sotto di 1.054 euro) e i toscani (a meno 1.357 euro). E i più "indebitati"? A sorpresa non sono al Sud ma in pieno Nord: si tratta dei liguri, che dovrebbero pagare la bellezza di 2.470 euro ciascuno per rimettere in equilibrio i conti. La classifica dei deficit previdenziali articolata per regione arriva quasi in sordina dal l’Istat, che ieri ha inserito sul proprio sito internet il volume on-line "I bilanci consuntivi degli enti previdenziali", con dati relativi al 2004. "La pubblicazione esiste dal 1995 - spiega Oreste Nazzaro, responsabile dell’unità operativa Assistenza e previdenza nel servizio statistiche Istat su istituzioni pubbliche e private - ed è costruita attraverso modelli di rilevazione (vale a dire questionari) sui bilanci inviati a 62 enti previdenziali italiani, pubblici e privati". Una delle particolarità dell’indagine è che vengono distinti gli enti che erogano prestazioni di base (come l’Inps, l’Inpdap e le Casse dei professionisti, ma anche l’Inail) da quelli di previdenza complementare (come i fondi di categoria o aziendali): in pratica si separano il primo e il secondo pilastro. Ma la vera novità dell’ultima edizione è proprio rappresentata dell’analisi su base territoriale. E le sorprese non mancano, visto che l’affresco dell’Istat ritrae un’Italia con squilibri regionali "trasversali" a Nord e Sud. Se si guarda ai valori assoluti, il deficit previdenziale (cioè la differenza tra contributi e prestazioni) primeggia in tre regioni del Sud: la Sicilia, in "rosso" di 6,9 miliardi di euro (il 13,8% del totale nazionale), la Campania, a -6,1 miliardi (12,1%) e la Puglia, che ha uno squilibrio tra "entrate" e "uscite" di 5,9 miliardi (11,8 per cento). Con il deficit previdenziale italiano che, nel complesso, sfiora i 50,3 miliardi di euro, metà dei quali concentrati nelle regioni del Mezzogiorno (26,6 miliardi, pari al 53%). Quando però si va al "passivo" pro capite, ossia il rapporto tra deficit previdenziale e popolazione residente, la musica cambia. vero che la situazione resta sempre più pesante al Sud, con un "debito" per abitante pari a 1.286 euro contro i 771 euro del Centro e i 564 euro del Nord (la media nazionale è di 860 euro). Ma è anche vero che a livello regionale i valori più alti sono stati registrati in Liguria (-2.470, come già visto) e in Umbria (-1.711 euro), seguite da Calabria (-1.566 euro) e Puglia (in "rosso" di 1.462 euro per ciascun cittadino). Il record negativo dei liguri probabilmente è da mettere in relazione all’alta età media della popolazione, spiegano all’Istat. Interessanti anche i dati sul tasso di copertura, cioè il rapporto percentuale tra entrate contributive e spese per prestazioni istituzionali. La Lombardia primeggia, con una copertura del 100%, seguita da Lazio (97,1%), Veneto (94,9%), Trentino-Alto Adige (94%) e Valle d’Aosta (91,2%). Le regioni "peggiori", quelle dove i tassi di copertura viaggiano addirittura sotto il 60%, sono Puglia (56,3%), Sicilia (55,9%), Liguria (53,8%) e Calabria (52,9%). Ma il rapporto tra entrate e uscite non brilla nemmeno in alcune regioni del Centro, come l’Umbria (61,6%), l’Abruzzo (68,6%) e la Toscana (69,7 per cento). Squilibri regionali forti che, però, si attenuano se si considerano le spese per il personale, distribuite in modo abbastanza omogeneo tra Nord (34,9% del totale nazionale), Centro (36,4%) e Sud (28,7%). I dipendenti in servizio negli enti di previdenza nel 2004 erano 56.248, di cui il 97,9% negli istituti di base e il 2,1% in quelli che erogano prestazioni di previdenza complementare. Mentre gli acquisti per beni e servizi dei 62 enti previdenziali considerati si concentrano nel Lazio (771 milioni di euro, pari al 49% del totale), ovviamente perché per gran parte degli istituti l’unico centro di costo è a Roma. www.istat.it Enrico Marro