La Stampa 22/10/2006, pag.12 Tonio Attino, 22 ottobre 2006
Condominio Galera. La Stampa 22 Ottobre 2006. Bari. Nel carcere mandamentale di Monopoli ci sono celle da quattro, sei e otto posti
Condominio Galera. La Stampa 22 Ottobre 2006. Bari. Nel carcere mandamentale di Monopoli ci sono celle da quattro, sei e otto posti. Ognuno si organizza come può: una cucina qua, un divanetto là. Doveva essere un carcere. Ma qui un detenuto non ci è mai entrato. Non appena fu posato l’ultimo mattone, negli anni Settanta, arrivarono decine di senzatetto alla ricerca di una casa. Non si sono più mossi. Il Comune fa finta di non vedere. La troupe di Striscia la notizia, il tg satirico di Canale 5, è arrivata in passato a mettere le telecamere tra inferriate, porte blindate e muri umidi dove vivono accampate otto famiglie. L’ultima volta, a maggio. Niente. Ieri sono arrivati anche i carabinieri accorgendosi che c’è anche l’energia elettrica, ma cinque famiglie su otto la rubano collegando l’impianto delle celle ai contatori di una scuola e della sezione distaccata del tribunale di Bari. La bolletta la paga il Comune. In cinque, accusati di furto aggravato di energia elettrica e occupazione abusiva di edificio pubblico, sono stati arrestati. Quattro uomini e una donna: tre su cinque sono sorvegliati di polizia con obbligo di soggiorno. C’era, in un angolo, anche uno scooter rubato di fresco da un concessionario cittadino. Nuovissimo. Chilometri percorsi: quattro. Ai reati si è aggiunta così anche la ricettazione. Contorno. Perché il problema ovviamente non è questo. Il sindaco. Spiega il sindaco di Monopoli, Paolo Antonio Leoci, avvocato, in carica dal 2003, che le amministrazioni hanno sempre chiuso un occhio per carità cristiana. In verità, ne hanno chiusi due. «La situazione è difficile - dice - ma non ci sono soluzioni. Essendo abusive, queste persone non possono entrare in graduatoria per l’assegnazione di una casa popolare. Devono andarsene e trovare un’altra collocazione. Non possiamo farci nulla. Il Comune si è già affidato ai legali per ottenere lo sgombero». Il carcere di via Fra’ Girolamo Ippolito, costruito e diventato inutile prima ancora che venisse consegnato alla città, ospita così, da quasi 25 anni, pregiudicati e poveracci senza un tetto. Dice Rita Tedeschi: «Abito qui da undici anni con le mie due figlie, ma la situazione è insopportabile. Gli ambienti sono umidi, ci ammaliamo spesso. Cucino in una stanza vicina al bagno». La stanza è una cella, porta blindata e spioncino, una finestrella con le sbarre. La casa popolare. La signora Tedeschi vive con una pensione di invalidità e aspetta una casa popolare che nessuno le darà mai, però ci spera. Presentare una domanda non serve. Gli ospiti del carcere di Monopoli non possono entrare in graduatoria perché non sono propriamente degli sfrattati: uno sfratto non l’hanno mai ricevuto. Sono abusivi e basta. Mingo De Pasquale, «inviato» di Striscia sempre al lavoro in coppia con Fabio De Nunzio, ricorda di avere visitato più volte il carcere: «Ricevemmo segnalazioni e scoprimmo una situazione allucinante, le celle arredate come case, l’umido, i topi». Protetto da una cancellata arrugginita, i corridoi lunghi in cui si parcheggiano gli stendi panni, vetri rotti e scalinate a brandelli, il carcere di Monopoli, una città che ha oggi 47mila abitanti, fu costruito perché serviva. A lavori conclusi, non serviva più. Occupanti, ma allacciati. Nonostante siano tutti abusivi, l’Enel ha installato regolarmente i contatori: c’è chi paga la bolletta. Gli altri l’hanno fatta finora pagare al Comune allungando qualche decina di metri di filo elettrico ai contatori del tribunale e della scuola, con un collegamento fatto all’esterno degli edifici. Nessuno si era accorto di nulla. I carabinieri non erano arrivati per questo. Cercavano droga insospettiti da un traffico inusuale. Le unità cinofile non hanno trovato la droga, ma c’è stato bisogno di una squadra di tecnici Enel chiamata dai carabinieri per capire come mani esperte avevano manomesso i contatori digitali di nuova generazione. Il maggiore Giovanni Caturano, comandante della Compagnia carabinieri di Monopoli, è un po’ sorpreso non tanto dai contatori dell’Enel e dal doppio collegamento alla rete dell’energia elettrica, quanto dai contatori dell’acqua. «Non ci sono, non ne ho visto neppure uno. Eppure l’acqua c’è. Bisognerà capire come arriva». Tonio Attino