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 2006  ottobre 26 Giovedì calendario

Claudia Di Giovanni, sposata, 43 anni, una figlia di tre, laureata in Lettere classiche è la prima donna a dirigere la Filmoteca vaticana

Claudia Di Giovanni, sposata, 43 anni, una figlia di tre, laureata in Lettere classiche è la prima donna a dirigere la Filmoteca vaticana. entrata in Vaticano 17 anni fa: «Puntavo a lavorare nei Musei Vaticani perché mi ero specializzata in archeologia. Mi chiesero invece di collaborare con la Filmoteca». stato il predecessore, monsignor Enrique Planas, a chiederle di prendere il suo posto di dirigente dell’archivio. La Filmoteca custodisce oltre 7 mila titoli tra film, documentari e riprese cinematografiche che riguardano le vite dei papi, il Vaticano e «più in generale, hanno attinenza con la religione e la spiritualità. Il materiale copre tutta la storia del cinema: dal primo filmato che ritrae Papa Leone XIII, girato dai fratelli Lumière nel 1896, fino ai giorni nostri». C’è anche "The Passion" di Gibson, ma anche «le "Cronache di Narnia", le fiction sulle vite dei papi e dei santi, la versione restaurata di "2001 Odissea nello spazio" che abbiamo proiettato alla presenza della vedova di Kubrik, persino una delle copie originali di "Ben Hur"». Tra le pellicole più antiche: «Un filmato con Benedetto XV, Pio XI con Guglielmo Marconi, il conclave e l’elezione di Pio XII, la ripresa integrale del Concilio Vaticano II, molto materiale su Giovanni XXIII, Paolo VI e i primi anni del pontificato di Giovanni Paolo II, finché non è entrato in funzione il Centro televisivo vaticano. Conserviamo anche riprese realizzate negli anni Cinquanta dai missionari che raggiungevano popolazioni mai entrate in contatto con il mondo occidentale». Uno dei più importanti restauri: «Abbiamo rinvenuto e restaurato, grazie all’intervento di uno sponsor privato, "L’Inferno", un film del 1911 che si credeva distrutto, prodotto dalla Helios Film di Velletri. Ispirata alla "Divina Commedia" la pellicola utilizza i primi effetti speciali e contiene una scena di nudo». Di Giovanni ricorda di quando Giovanni Paolo II vide la proiezione di "La vita è bella" insieme a Roberto Benigni: «Il papa e il regista si fermarono a lungo a parlare insieme. Alla fine Benigni abbracciò Karol Wojtyla e gli regalò un santino di teresa di Lisieux». Benedetto XVI ci è stato pochi giorni fa per vedere l’anteprima del film su Papa Luciani e ha anche apprezzato la nuova sala di proiezione.