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 2006  ottobre 21 Sabato calendario

Il patto di latta di Tronchetti con Mediobanca e Generali. La Repubblica 21 ottobre 2006. Il patto con Mediobanca e Generali (la seconda in pratica è controllata dalla prima), che sommano il loro 5,2% al 18% di Telecom Italia in possesso di Olimpia, sembra aver rafforzato il controllo di Marco Tronchetti Provera sulla società telefonica, ma è veramente così? In realtà l´accordo prevede solo delle consultazioni, ma non obbliga Mediobanca e Generali a votare come Tronchetti, che per ottenere così poco ha dovuto concedere tanto

Il patto di latta di Tronchetti con Mediobanca e Generali. La Repubblica 21 ottobre 2006. Il patto con Mediobanca e Generali (la seconda in pratica è controllata dalla prima), che sommano il loro 5,2% al 18% di Telecom Italia in possesso di Olimpia, sembra aver rafforzato il controllo di Marco Tronchetti Provera sulla società telefonica, ma è veramente così? In realtà l´accordo prevede solo delle consultazioni, ma non obbliga Mediobanca e Generali a votare come Tronchetti, che per ottenere così poco ha dovuto concedere tanto. Infatti l´obbligo di consultazione vale anche per lui, e se in futuro vorrà cedere il pacchetto di controllo di TI, gli altri due soci potranno vendere allo stesso prezzo senza aver pagato nulla per avere questo privilegio. Inoltre, i due azionisti hanno facoltà di incrementare la partecipazione in TI di un altro 25% (cioè fino al 6,5% totale), che nel patto avrà gli stessi diritti dei vecchi titoli. Come ciliegina sulla torta, Mediobanca e Generali potranno conferire a Olimpia le rispettive partecipazioni in TI. Se così fosse, Mediobanca e Generali potrebbero addirittura ritrovarsi soci di maggioranza, perché alle quotazioni attuali un 6,5% senza gravami vale di più del 18% ipotecato di Olimpia, che è fortemente indebitata. Mediobanca e Generali sono riuscite a tanto per la debole posizione di Tronchetti, ritenuto da molti investitori responsabile del cattivo andamento del titolo e delle recenti complicazioni legate alla politica, alle strategie aziendali e alle intercettazioni telefoniche. Infine non dimentichiamo che Mediobanca e Generali sono anche importanti azionisti di Pirelli con un complessivo 9,2%, a prima vista molto meno del 25% di Tronchetti. Tuttavia, qualche settimana fa correvano voci che questo 9,2% avrebbe potuto sommarsi alle quote di altri azionisti per decidere un aumento di capitale che avrebbe diluito la partecipazione di Tronchetti fino a farlo uscire di scena. Un altro intrigo dietro le quinte di Mediobanca? e Mike Verdin [I debiti della Tata] Secondo alcuni azionisti di Corus la cifra proposta da Tata Steel per acquisire la società siderurgica anglo-olandese è insufficiente, ma i 470 pence ad azione dell´attuale quotazione (rispetto ai 455 pence offerti dalla società indiana) sembrano peccare d´ottimismo visto che Corus ha già trattato la vendita, senza successo, con tutti gli altri possibili acquirenti brasiliani, indiani e russi. Il fatto è che probabilmente Tata davvero non può pagare di più della somma offerta, che prevede un sovrapprezzo del 26,5% sulle quotazione media di Corus nei 12 mesi precedenti. Espresso in soldi si tratta di 900 milioni di sterline. Tata non ha chiarito quando prevede di coprire il suo costo del capitale, ma se tutte le sinergie fossero realizzate entro il 2007, il rendimento degli 1,5 miliardi di sterline investiti dalla società indiana si aggirerebbe sul 9%, ossia più del 7% che è l´attuale costo del capitale stimato di Corus. Molto dipenderà dal ciclo dell´acciaio, che secondo alcuni analisti ha già toccato il punto massimo. Non è una bella notizia per Tata, visto l´alto indebitamento che caratterizza l´operazione. Corus sarà acquisita da una società di progetto, controllata al 100% da Tata Steel, che emetterà obbligazioni senza diritto di regresso garantite dai flussi finanziari di Corus. Questa struttura del capitale consentirà a Tata di mantenere la classificazione investment grade anche se il 60% dell´acquisizione sarà finanziato da obbligazioni. Si tratta di un rischio notevole per un settore tradizionalmente volatile come la siderurgia. Qualche azionista di Corus potrà sentirsi deluso, ma le apprensioni di quelli di Tata sono più che legittime. Simon Nixon Hugo Dixon