varie, 23 ottobre 2006
GUERRIGLIA A SEATTLE: CENTO ARRESTI, TRENTA FERITI
Il Foglio 2 dicembre 1999. Stato d’emergenza, il sindaco chiede l’invio di 500 uomini dell’esercito e della guardia nazionale. Consiglio delle autorità ai delegati: ”Restatevene in albergo”.
Il gruppo ”Seattle Anarchist response” suggerisce in un volantino l’antidoto ai lacrimogeni: ”Dieci uova, una tazza d’acqua, un cucchiaino di bicarbonato. Mescolare, conservare al fresco, e poi spalmare sul viso prima della manifestazione”. I lavoratori dell’acciaio vogliono bloccare il porto con un ”Seattle Tea Party”: buttare a mare l’acciaio cinese come fecero i loro antenati a Boston con il té inglese, durante la Rivoluzione americana.
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Altavista e Lycos potrebbero fondersi, dando vita al secondo motore di ricerca della Rete dopo Yahoo!. Il Financial Times scrive che a marzo Altavista metterà sul mercato titoli per cinque miliardi di dollari.
ECompanies ha comprato per 7,5 milioni di dollari il diritto di usare il nome ”Business.com” per un sito. E’ la somma più alta mai spesa per l’acquisto di un dominio. Il venditore è un imprenditore texano che lo aveva acquistato tre anni fa per 150 mila dollari.
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Anche i democristiani tedeschi accusano Kohl. Heiner Geissler, ex segretario generale della Cdu: ”Comportamento inaccettabile, il partito non è proprietà di una singola persona. Non si può disporre a piacere del denaro ricevuto da privati”. Willfried Penner, presidente socialdemocratico della commissione interni del Bundestag, vuole un’inchiesta parlamentare.
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Grozny non sarà più capitale della Cecenia. La guerra l’ha ridotta a un cumulo di macerie e i russi la sostituiranno con la più fedele Gudermes. La notizia del corridoio umanitario è falsa: per le strade di Grozny si vede ogni tanto qualche civile che tenta di scamparla correndo per strada, agitando disperato una bandiera bianca. L’Iran preme su Mosca in difesa dei musulmani. Una delegazione di Teheran sarà a Mosca da lunedì, ma non con funzioni da mediatore.
I comunisti tornano al governo in Moldavia. Il nuovo premier è Vladimir Voronin, ex ministro dell’Interno ai tempi dell’Unione Sovietica. La Moldavia, insieme all’Albania, è la nazione più povera d’Europa.
In collaborazione con Chilometri