Corriere della Sera 21/10/2006, pag.41 Franco Cordelli, 21 ottobre 2006
L’ultimo capriccio di Sanguineti. Corriere della Sera 21 ottobre 2006. Nella stessa pagina del Corriere di domenica 15 ottobre, in cui Paolo Di Stefano intervista Edoardo Sanguineti a proposito della sua attività di traduttore, Cristina Taglietti riferisce di una polemica in cui si parla di un «antisanguinetismo di maniera»
L’ultimo capriccio di Sanguineti. Corriere della Sera 21 ottobre 2006. Nella stessa pagina del Corriere di domenica 15 ottobre, in cui Paolo Di Stefano intervista Edoardo Sanguineti a proposito della sua attività di traduttore, Cristina Taglietti riferisce di una polemica in cui si parla di un «antisanguinetismo di maniera». Se questa maniera vi sia non so. Ma in genere sono i residui seguaci di Sanguineti che gettano addosso all’altrui oblio un romanzo come Capriccio italiano che, eventualmente, si ricorda perché fu uno dei primi casi di lancio su grande scala di un prodotto culturale. Che altro si dovrebbe fare se non reagire e ripetere: no, grazie, questo «capriccio» non lo voglio? Conoscete qualcuno che vi abbia detto negli ultimi quarant’anni vado a casa a leggermi Capriccio italiano? In quanto al Sanguineti traduttore. Che dire dei suoi giudizi su Pasolini e Quasimodo? Sono i più inveterati, ovvero manieristici luoghi comuni sui due poeti. Com’è Pasolini? avventuroso e iperestetizzante! E com’è Quasimodo? levigato, apollineo, non è tragico! forse tragico Sanguinati, viene voglia di dire, con tutte le sue virgole, che si rincorrono all’impazzata, in una furia divoratrice della pagina scritta o della stessa oralità da lui proposta come modello? In questo caso, con altrettale luogo comune, si potrebbe dire che Sanguineti è falsetto avanguardistico. Le sue Baccanti sono Sanguineti e niente altro, come il Fante di Vittorini era Vittorini, cioè Gertrude Stein. Per finire, Sanguineti afferma che la traduzione può avere valore ideologico se misura la modificabilità degli uomini. Ma, ci si chiede, c’è bisogno d’essere marxisti per rilevare questa tautologia, che ogni traduzione è una traduzione, uno spostamento, una modificazione? Franco Cordelli