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 2006  ottobre 16 Lunedì calendario

Anno III - Centotrentanovesima settimanaDal 9 al 16 ottobre 2006Afghanistan In Afghanistan criminali comuni hanno rapito un fotografo italiano piuttosto noto, Kash Gabriele Torsello, 36 anni, barba lunga, sguardo febbricitante, una conversione spirituale all’Oriente indotta da Sai Baba al tempo in cui faceva il fotografo commerciale, di qui un lungo peregrinare nei posti più pericolosi del mondo a cominciare dal Kashmir, nel quale il nostro collega è rimasto a far foto per tre anni e dal quale s’è portato dietro il nuovo nome di Kash

Anno III - Centotrentanovesima settimana
Dal 9 al 16 ottobre 2006

Afghanistan In Afghanistan criminali comuni hanno rapito un fotografo italiano piuttosto noto, Kash Gabriele Torsello, 36 anni, barba lunga, sguardo febbricitante, una conversione spirituale all’Oriente indotta da Sai Baba al tempo in cui faceva il fotografo commerciale, di qui un lungo peregrinare nei posti più pericolosi del mondo a cominciare dal Kashmir, nel quale il nostro collega è rimasto a far foto per tre anni e dal quale s’è portato dietro il nuovo nome di Kash. Mentre scriviamo si sa assai poco del sequestro: sarebbe avvenuto sulla strada tra Helmand e Kandahar, lo stesso Kash avrebbe dato notizia del rapimento telefonando all’ospedale di Emergency a Lashkargah. I sequestratori parlano anch’essi – sembra – con gli uomini di Gino Strada. I talebani – chiamati in causa all’inizio – hanno fatto sapere di non entrarci per niente. Tutti sanno che gli italiani sono ottimi pagatori di cittadini sequestrati e questo mette ancora più a rischio la vita di chi frrequenta zone estreme. Da quando gli americani ci hanno fatto capire (sequestro Sgrena e conseguente assassinio di Calipari) che almeno in Iraq la dovevamo finire, i sequestri di italiani a Bagdad e dintorni sono cessati. Kash Torsello è pugliese di Alessano (provincia di Lecce), vive di norma a Londra, ha una moglie di nome Silvia e un figlio piccolo che ha chiamato Gabriele.

Niger Gli altri due italiani ostaggio di banditi in Niger – e cioè l’agente di commercio mantovano Claudio Chiodi e l’operaio lecchese Ivano De Capitani – sono stati lasciati liberi in cambio di un camion di vettovaglie, gomme e batterie per auto. Così dicono le notizie ufficiali. Tanto misero essendo il bottino, non si capisce perché a un certo punto i banditi che li tenevano in ostaggio (guidati dal monco-zoppo Barka e dal suo aiutante nano Hassan) abbiano dovuto combattere contro predoni rivali che volevano sottrargli i preziosi prigionieri. I due erano stati presi il 21 agosto durante una vacanza laggiù: s’erano volontariamente consegnati ai malviventi per permettere il rilascio di altri 22 turisti catturati con loro. Tra l’altro ci hanno rimesso (in macchine fotografiche, telecamere, telefoni satellitari ecc.) almeno centomila euro.

Turchia Il papa sta per andare in Turchia, la Turchia potrebbe entrare nell’Unione europea tra qualche anno, i nemici di questo ingresso non si contano, d’altra parte si tratta di un paese musulmano dove pochi mesi fa è stato assassinato un sacerdote (don Andrea Santoro), in Turchia non mancano i fondamentalisti e non sono mancati – in anni lontani (gli armeni) e in anni recenti (i curdi) – i massacri. Il Nobel per la Letteratura allo scrittore turco Orhan Pamuk, un uomo che si batte per la modernizzazione-liberalizzazione del paese e che scrive dell’establishment turco cose che l’establishment turco non vuole sentire, è dunque pieno di significato. Altrettanto significativa è la legge francese, votata dal Parlamento, che prevede la galera per chi negherà il genocidio armeno compiuto dai turchi. Nonostante la sua apparenza democratica (gli armeni sono una minoranza, il massacro è vero), si tratta di un provvedimento che limita la libertà d’espressione e deve essere guardato con preoccupazione. I francesi hanno pensato di farsi belli con questa legge solo per complicare l’accesso turco alla Ue. Gli italiani (favorevoli all’ingresso turco) li hanno criticati. Salvo non accorgersi che il nostro Garante della privacy, aiutato anche da zelanti magistrati, ha a sua volta attaccato la libertà d’espressione impedendo a quelli delle Iene di far vedere un servizio in cui si dimostrava inoppugnabilmente che almeno il 30 per cento dei parlamentari italiani sniffa. Del resto, poche settimane fa, sempre in Italia, è stato sancito che ai giornalisti è proibito criticare le sentenze.

Italia La nuova legge sulle tv, secondo la quale un singolo soggetto non può drenare più del 45 per cento del mercato pubblicitario e Rai e Mediaset devono mandare entro un anno una rete sul digitale, è pur essa un attacco alla libertà di pensiero o no? Si direbbe di no, dato che – in soldoni – modifica di molto poco la situazione attuale che vede Berlusconi padrone assoluto di poco meno della metà del mercato e la Rai in possesso quasi per intero della metà residua, restando perciò alla carta stampata solo le briciole. Pure, Berlusconi e Forza Italia gridano a tutta forza e l’onorevole Bondi ha annunciato che farà lo sciopero della fame (Giuliano Ferrara gli ha suggerito bonariamente di darsi una calmata e Gian Antonio Stella lo ha soprannominato Mahatma Bondi). vero però che il concentrato di leggi ”contra personam” di questo periodo (c’è anche quella sul conflitto di interessi) ha come scopo soprattutto di indurre Forza Italia a più miti consigli sulla Finanziaria, i cui passaggi parlamentari, in corso da questa settimana, restano piuttosto difficili. tutta roba, cioè, destinata a finire nel calderone di qualche mega accordo, magari nel dopo Prodi.

Bangla Desh Il Nobel più giusto di questi ultimi anni è quello per la Pace assegnato allo straordinario banchiere Yunus, inventore del cosiddetto microcredito: prestare somme insignificanti a una donna povera del Terzo mondo, pretendere solo una garanzia collettiva (altre quattro donne che hanno ottenuto prestiti risponderanno con la loro compagna delle rate settimanali), dare i soldi solo per permettere l’inizio di un’attività artigianale, per esempio l’acquisto di un po’ di paglia da intrecciare per commerciare ventagli oppure di una padella per vendere focacce ai passanti. A forza di minuscoli crediti da cinque, dieci o venti dollari la Banca di Yunus – la Grameen Bank – è diventata un colosso con 1.048 filiali e sportelli in 35 mila villaggi. Abbiamo parlato di ”donne”, non perché gli uomini siano esclusi in teoria dal prestito, ma perché in pratica Yunus ha prestato soldi quasi solo alle mogli e alle madri, gli unici soggetti affidabili in quelle realtà così difficili. La percentuale di restituzione non ha del resto uguali al mondo: il 94 per cento dei capitali messi in circolazione torna a casa col relativo interesse. Si può leggere l’intera storia di Yunus nel libro, scritto da lui stesso, Il banchiere dei poveri (Feltrinelli). Per quanto riguarda Pamuk, il nuovo Nobel della Letteratura di cui abbiamo parlato sopra, consigliamo vivamente il romanzo Neve (Einaudi).

Corea del Nord Lunedì 9 ottobre, alle dieci e mezza di mattina, la Corea del Nord ha fatto scoppiare una bomba atomica sotto terra. Gli americani hanno registrato una scossa sismica superiore al quarto grado della scala Richter nella zona di Hamkyong, i sudcoreani hanno confermato, i nordcoreani hanno mandato in giro un comunicato in cui si sostiene che l’esplosione ha reso felice il popolo. La Corea del Nord è governata da un dittatore che si chiama Kim Jong-il ed è figlio di Kim Il Sung, l’uomo che ha inventato il comunismo dinastico: ha lasciato in eredità il potere al figlio, come un monarca. Questo figlio, mentre ha ridotto il suo popolo alla fame (ogni tanto un giornalista va in Corea e torna raccontando di aver visto dei poveretti nutrirsi dell’erba strappata dagli angoli dei marciapiedi), vive nel lusso più sfrenato, aragoste e mercedes, odalische e piscine di champagne. L’Onu, votando una risoluzione contro la Corea una volta tanto anche con l’appoggio dei cinesi, ha tra l’altro bloccato la vendita a quel paese dei beni di lusso, un’altra misura ”contra personam”, dato che l’unico in grado di comprare all’estero vini d’annata o caviale, è proprio il cosiddetto ”caro leader”, che gli altri potenti della Terra sperano in questo modo di ridurre alla fame.

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