Varie, 22 ottobre 2006
COLANGELI
COLANGELI Giorgio Roma 14 dicembre 1949. Attore. Premiato al Festival di Roma 2006 • «Quando un premio importante ti arriva a 57 anni, dopo 30 di onorato servizio quasi in incognito, la gioia si mescola all’incredulità. Proprio a me? ”In effetti non me l’aspettavo”, confessa emozionato Giorgio Colangeli, laureato miglior attore alla Festa del Cinema per L’aria salata di Alessandro Angelini. ”Un film a basso budget, girato con grande passione e competenza su un tema difficile, il recupero dei carcerati. Quando mi sono rivisto sullo schermo, mi sono persino piaciuto. Non mi succede quasi mai”. Del resto, quando si fa un lavoro serio, a teatro e anche al cinema, il rischio è una scarsa visibilità. Tanto che persino una collega come Sabrina Ferilli, consegnandoti il premio, ammetta candidamente di non sapere chi sei. Meno male che a riprenderla c’era un grande regista come Ettore Scola, pronto a ricordare: ”Noi del cinema dovremmo andare più spesso a teatro”. Ci è rimasto male? ”No, nell’emozione non ci ho fatto quasi caso – risponde Colangeli – Mi spiace più che altro per lei, un’attrice simpatica, che è rimasta spiazzata”. Tanti anni di teatro, quello duro e puro, abituano all’understatement. ”Ho cominciato con spettacoli per ragazzi, poi ho lavorato con nomi quali Calenda, Gassman, Olmi, Lizzani, infine nelle famose ”cantine’ romane. Teatrini dove si fa ancora sperimentazione, ma in modo quasi autoreferenziale. A vederti vengono ormai solo altri attori e addetti ai lavori, il pubblico preferisce altre sale. Quel teatro ”leggero’ che corre dietro alla tv e i suoi idoli, trasferendo vallette e showman sulla scena”. Negli ultimi tempi tuttavia delle scappatelle con tv e cinema se l’è concesse anche lui. Qualche ruolo in Un medico in famiglia, Padre Pio, Distretto di polizia. E sul grande schermo collaborazioni con Marco Tullio Giordana, Scola, Paolo Sorrentino. [...] ”[...] forte del premio, azzardo un sogno. Forse per un’antica passione, sono laureato in fisica, vorrei sperimentare un teatro che parli di temi scientifici. Dibatterli in scena, magari con il sostegno di un grande divulgatore come Piergiorgio Odifreddi. In tempi di neo oscurantismo, portare la scienza a teatro farebbe solo bene”» (Giuseppina Manin, ”Corriere della Sera” 22/10/2006).