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 2006  ottobre 21 Sabato calendario

Galitzine Irene

• Tbilisi (Georgia) 22 luglio 1916, Roma 19 ottobre 2006. Stilista • « stata lei a inventare negli Anni Sessanta quel famoso pigiama palazzo che passò alla storia. Ancora oggi esposto nei più importanti musei del mondo. La principessa Irene Galitzine, nella sua lunga carriera di stilista d’alta moda, ha creato abiti per le donne più belle e note del globo. Da Audrey Hepburn a Sofia Loren, fino a Claudia Cardinale. Era amica di Jacqueline Kennedy. Frequentava i Ford e gli Agnelli. Ma non ostentava mai le sue conoscenze. Era una principessa di modi e di fatto Irene Galitzine […] La vita di Irene Galitzine sembra un romanzo. Appassionante come il suo libro preferito: Guerra e Pace. Nata [...] a Tbilisi, capitale della Georgia - figlia della principessa russa Nina Lazareff e di Boris Galitzine, ufficiale della guardia dello Zar - si trasferisce a Roma con la madre appena scoppia la Rivoluzione d’Ottobre. In Italia costruisce la sua fortuna sulla moda diventando anche una delle protagoniste del jet set. Oltre che bella, è brillante, colta. Parla cinque lingue. Utilissime. Prima di disegnare abiti, infatti, si guadagna da vivere traducendo i dialoghi dei film in inglese. Aveva un unico ideale di bellezza: Babe Paley, la moglie del Presidente della Cbs. ”Semplice, femminilissima e oculata. Ridevo quando mi confidava di aver sfoggiato un mio abito di tre anni prima...”, diceva la Galitzine che per quella cliente speciale faceva sfilare l’intera collezione a New York. D’altronde i Paley erano dei cari amici, la ospitavano nella villa delle Bahamas mandandola a prendere con l’aereo personale. Vacanze da sogno dove alle relazioni s’intrecciano altre relazioni. Per esempio con Pamela Churchill e il marito (figlio di Winston). Ma di tutte le signore famose che ha vestito e di cui è diventata anche intima, quella più cara a Irene era Jackie Kennedy. ”All’inizio mi inviava le sue misure dall’America specificando le richieste con piccole note. Poi diventammo molto amiche. Intelligente, affascinante, molto sfortunata. La ospitai spesso a Capri”. Mitiche le feste capresi della Galitzine a villa Vivara, dove invitava la baronessa Guy de Rothshild, Soraya, Paola del Belgio, Merle Oberon, Anna Maria di Grecia, Marella Agnelli, Ira Fürstemberg... La carriera della zarina del made in Italy comincia in sordina nel ”43 dalle Sorelle Fontana, dove per tre anni fa apprendistato e si occupa delle pubbliche relazioni. Poi apre il suo atelier in via Veneto. Nel ”49 sposa l’aristocratico portoghese Silvio Medici de Menezes. Nel ”60 decolla alla grande presentando a Palazzo Pitti quel ”pigiama palazzo”. Battezzato così perché il primo servizio fotografico che lo immortalò su ”Vogue America”, fu scattato a Palazzo Doria Pamphili. Da quel momento cominciano a fioccare le richieste delle attrici, non tutte facili. Come ad esempio Liz Taylor. ”Girava il film Cleopatra, a Roma, ricordo che era bellissima, ma viziatissima”, diceva la Galitzine glissando sui capricci della Taylor che era riuscita ad ”ammorbidire” grazie a un frizzante savoir faire. Lo stesso che conquistò la schiva Greta Garbo quando si incontrarono sulla barca di Onassis» (Antonella Amapane, ”La Stampa” 21/10/2006) • «[...] Il marito Silvio Medici lo conosce nel salotto più leggendario di Roma, quello di Isabelle Colonna, dove la corteggia anche Galeazzo Ciano. Quando diventa anche ricca e famosa le sue frequentazioni si consolidano nell’empireo più alto del jet set mondiale. Se va a Las Vegas a farle da guida è Frank Sinatra. Se va a Disneyland il suo chaperon è Walt Disney. Inventa un lavoro che prima non esisteva: la pr, per le Sorelle Fontana. Ma è talmente bella e chic che fa anche la mannequin. Poi si mette in proprio e debutta sontuosamente nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, nel ”59. Quando va a Parigi frequenta Coco Chanel e Jean Cocteau. Testimonial del suo profumo è la musa dell’esistenzialismo, Juliette Greco. Greta Garbo la conosce sullo yacht di Onassis. Jacqueline Kennedy le viene presentata da Gianni Agnelli. I suoi anni ruggenti furono soprattutto i Sessanta, quelli di Jacqueline Kennedy, di Audrey Hepburn, di Marella Agnelli, tutte nella molle divisa da sera battezzata pigiama palazzo da Diana Vreeland, temutissima gran sacerdotessa della moda. Le sue indossatrici erano le sue amiche: Consuelo Crespi, Fiona Von Thyssen: ”Quando oggi vedo Claudia Schiffer o Naomi Campbell mi sento male: belle certo, ma conciate con vestiti choccanti e volgari che nulla hanno a che vedere con l’eleganza. E poi basta pagarle”, disse. [...] Della sua disavventura giudiziaria che nel 1990 la portò per una settimana in carcere per evasione fiscale confidò: ”Ho trovato più umanità a Rebibbia di quanta non ce ne sia fuori”» (Laura Laurenzi, ”la Repubblica” 21/10/2006).