VAri, 21 ottobre 2006
Mauro Bronchi, 39 anni, mentre i suoi tre compagni di cella erano fuori per l’ora d’aria s’impiccò usando la cinta dell’accappatoio
Mauro Bronchi, 39 anni, mentre i suoi tre compagni di cella erano fuori per l’ora d’aria s’impiccò usando la cinta dell’accappatoio. Il Bronchi era carcerato da luglio, quando picchiò, legò e strangolò Alice, di 5 anni, figlia della sua convivente: secondo lui la bimba era «indemoniata» perché quella sera non la smetteva più di piangere. Il processo si sarebbe fatto il 23 gennaio. Il pm ha chiesto che il cadavere venga esaminato, perché tempo addietro Bronchi aveva detto che in carcere lo picchiavano. Secondo Angelo Marroni, garante dei detenuti, l’uomo era quasi pazzo: nel 2001, in occasione di un altro arresto, era stato considerato seminfermo di mente e il difensore sostiene che lo era pure quando ammazzò la bambina. Marroni: «Era psichicamente debole, doveva essere controllato a vista. Era una persona a rischio». Qualcuno dice che le ferite denunciate risultato di un pestaggio, il Bronchi se le fosse fatte da solo. Nel braccio G9 del carcere di Rebibbia a Roma. Venerdì 20 ottobre.