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 2006  ottobre 20 Venerdì calendario

In 1/2 ora, Raitre domenica 15 ottobre Annunziata: Benvenuto Flavio Briatore, benvenuto a In _. h. Lei è il re della Formula Uno ma noi l’abbiamo chiamata in un’altra veste, una veste un po’ inconsueta per lei: quella di ricco

In 1/2 ora, Raitre domenica 15 ottobre Annunziata: Benvenuto Flavio Briatore, benvenuto a In _. h. Lei è il re della Formula Uno ma noi l’abbiamo chiamata in un’altra veste, una veste un po’ inconsueta per lei: quella di ricco. Lei sembra un po’ l’esempio del ricco con il panfilo, contro cui è stato fatto il manifesto ”Che anche i ricchi piangano’, che è un po’ il simbolo di questa Finanziaria. La Finanziaria ha messo in piedi in Italia un discorso su ricchezza e povertà. Intanto, quanto è ricco Flavio Briatore? Briatore: Abbastanza per non chiedere quanto sono. La ricchezza non è solo la ricchezza in denaro, la ricchezza è come stai, come sei, come ti trovi con gli altri, per cui la ricchezza non è solo un fatto materiale. E’ come uno vive. Annunziata: Facciamo uno sforzo per delineare la ricchezza di Briatore. Perché secondo me una delle questioni in Italia è proprio questo: la quantificazione della ricchezza. La nostra Finanziaria ci ha messo di fronte a dei numeri che un po’ hanno scioccato il paese, ne riparleremo. Da 75mila euro in su, da 100mila euro in su già si viene considerati ricchi. Un vero ricco quanto è ricco. Ci dia una cifra, la sua. Briatore: Dipende come uno vive. C’è gente che può vivere benissimo con 2mila euro al mese e c’è gente che vive malissimo con 100mila euro al mese. Annunziata: Lei quanto guadagna? Briatore: Tanto. Annunziata: Perché non mi dà una cifra? Briatore: Perché non gliela do. Guadagno tanto perché nel mio lavoro sono stato per cinque volte numero uno al mondo per cui credo che la meritocrazia debba essere riconosciuta da chi gestisce le aziende. In Italia è un po’ tutto al contrario. Perché chi gestisce le aziende e le aziende perdono hanno anche un bonus, io istituirei un malus. Annunziata: Perché esita a darmi una cifra per definire un ricco? Quant’è vero un ricco vero? Briatore: Un ricco vero è uno che può guadagnare dai 20 ai 50 milioni di euro all’anno Annunziata: E lei dove si colloca tra i 20 e i 50? Non ce lo dice perché ha questioni di tasse? Briatore: Sono residente in Inghilterra. Tutte le mie attività sono all’estero. Sono un immigrato. Non ho partita Iva. Annunziata: Lei le tasse le paga regolarmente e le paga in Inghilterra. Briatore: Le pago in Inghilterra, pago le tasse in Inghilterra, assolutamente. Annunziata: Ed è un meccanismo legale questo di pagare… lei appunto è residente all’estero Briatore: Praticamente in Inghilterra paghiamo in base a quello che guadagniamo sul territorio inglese. Annunziata: Ok, dunque è tutto legale. Ma non è anche un modo di sfuggire alle tasse italiane per molti italiani quello di trasferirsi all’estero o avere addirittura aziende registrate all’estero? Briatore: Sono partito negli Stati Uniti 25 anni fa e ho fatto sempre tutta la mia carriera all’estero. Io non devo ringraziare l’Italia e l’Italia non deve ringraziare me. Per cui siamo pari. Annunziata: Per esempio Fisichella vive a Montecarlo, Valentino Rossi vive a Londra. Questo non è un caso, non dico di evasione, ma di sfuggire in Italia il proprio dovere col fisco italiano? Briatore: No, Fisichella vive a Roma e paga le tasse perché preferisce vivere a Roma e pagare le tasse che non essere a Montecarlo e non pagarle. Annunziata: E Valentino Rossi? Briatore: Valentino Rossi non lo conosco, cioè, lo conosco come pilota. Annunziata: Noi non vogliamo mettere contro il muro nessuno, naturalmente. Lei capisce che i le ragioni per cui sto facendo queste domande per capire quali sono le strutture magari anche di tasse che rendono ad un ricco più facile trattare con il fisco. Lei conosce molti evasori fiscali? Briatore: Io non vivo in Italia. Il problema è questo: uno evade quanto le tasse sono superiori a quello che uno pensa sia il diritto del governo di tassarti. Le tasse servono perché ci sono delle cose che il governo deve fare e che i privati non possono fare. Ma c’è un limite. In Inghilterra noi siamo tassati al 30% sull’income che abbiamo, su qualunque altro income fatto in Paesi al di fuori non sei tassato. In questo modo attiri gli investitori. C’è stabilità, dai garanzie. Se uno vuole investire, se uno vuole che un paese diventi moderno deve essere consistente e deve dare delle garanzie. Annunziata: Quindi è più conveniente. Le tasse in Inghilterra sono minori. Lei sta dicendo questo? Briatore: Le tasse in Inghilterra sono giuste, non sono minori. Annunziata: Sono giuste ma sono minori che in Italia. Briatore: Difatti in Inghilterra l’evasione fiscale non esiste. Annunziata: Invece in Italia, stava dicendo che oltre un certo limite è in qualche modo lecito non pagare le tasse? Briatore: Dico che la gente non ce la fa. Se hai 100 euro in tasca e hai un programma diverso, meglio o peggio sono sempre quei 100 euro. Se lo Stato è un socio che pesa su di te perché non ti dà niente e il socio vuole il 40-50% di quello che guadagni sicuramente è molto difficile portare avanti un’azienda. Annunziata: Quindi, in questo caso, secondo lei è lecito evadere? Briatore: Credo che la gente lo faccia per bisogno. Il problema è che la gente dovrebbe copiare, altri paesi che funzionano: abbiamo l’Irlanda, che dieci anni fa non esisteva, abbiamo la Spagna, non ci vogliono dei geni. In Italia, non si sa come mai, tutto quello che ha fatto il governo precedente è sbagliato, arrivano i nuovi. L’inasprimento che c’è in Italia…. Annunziata: Torniamo su questo, è un problema. Noi spesso vediamo, e anche qui ne abbiamo discusso, le tasse da un punto di vista di chi non può evaderle. Lei sa che c’è un doppio sistema in Italia. C’è chi è un dipendente e le tasse comunque gli vengono ritirate. C’è invece chi dice che evade perché può evadere. Lei dice che questa evasione è una evasione non giustificabile ma comprensibile? Briatore: Sì, sono convinto che chi vive in un paese deve stare alle leggi e alle regole del paese in cui vive però ci sono delle regole che però il governo fa che certe volte ti taglieggiano in modo eccessivo e non puoi continuare a investire, non puoi continuare a produrre. Annunziata: Berlusconi ha sostenuto che oltre una certa soglia non è reato pagare le tasse. Lei si spingerebbe così avanti? Briatore: Sì io dico che se hai un socio al 40-50% che è un socio pesante perché è un socio che non ti apporta a niente, che è lo Stato, che può portarti un 20-25% tutto il resto è malcostume, la gestione pessima dei soldi. Se lei pensa che l’Italia ha una posizione geografica fantastica rispetto all’Inghilterra – e questo non è merito nostro, c’è arrivata così, il sole non lo fanno i politici, il tempo non lo gestiscono i politici per fortuna - per cui abbiamo questa Italia che potrebbe essere in Europa la Florida dell’Europa. Che cosa abbiamo fatto? Abbiamo fatto dei baracconi che hanno finanziato gente, messo aziende al Sud, ritirato i contributi, che è scappata. Invece di dare la possibilità ai giovani di fare le piccole aziende. Come in Inghilterra. In Inghilterra ci sono i venture capital se uno ha un ristorante e ha 20 anni e il ristorante funziona lo aiutano qui se non sei amico di qualcuno, se non sei legato a qualcuno… Annunziata: Magari su questo ci torniamo. Ma per chiudere questo che è un problema vero, lei dice è comprensibile che oltre un certo livello il sistema ti dà una pressione ed è comprensibile che non paghi, ma è illegale. Briatore: Sì ma è illegale, secondo me, avere delle tasse al 50%. Annunziata: Se lei fosse in Italia che farebbe? Briatore: Io non sono in Italia e mi sento un fortunato. Farei la stessa cosa che fanno gli altri: faticherei, se è possibile le pago se poi c’è un dato fra pagare le tasse e mandare avanti l’azienda e fallire e licenziare la gente sceglierei di pagare le tasse in modo diverso e di pagarle di meno. Annunziata: Se fosse illegale lo farebbe comunque? Ci sta annunciando un suo comportamento di illegalità, di sfida allo Stato? Briatore: Si sfida qualcosa che non ha nessun senso. Ci sono dei limiti. Io sono convinto che se lo Stato facesse delle cose giuste e di conseguenza facesse pagare il 30%, tutti quanti pagherebbero. Con il 45% blocchi il sistema. Tu non puoi bloccare il sistema. Annunziata: Allo stato reale è un comportamento illegale. Su questo siamo d’accordo. Briatore: Io fossi un italiano che paga il 50%, se posso lo pago, se non posso non lo pago. Annunziata: Diventerebbe illegale. Lei entrerebbe nell’illegalità. Briatore: Rientrerei nell’illegalità. Annunziata: La Finanziaria di Prodi è stata annunciata anche con un manifesto che ci ha dato appunto l’idea di chiamare lei perché c’era un panfilo con su scritto ”Che anche i ricchi piangano’ e sembrava lei, il suo panfilo, il suo modo di esporre la ricchezza. Briatore: Era grande il panfilo. Annunziata: Era grande, era suo. Allora, i ricchi: ha dato un’occhiata dall’Inghilterra a questa Finanziaria’ E’ una finanziaria che penalizza i ricchi o no? Briatore: Mi hanno parlato di questa Finanziaria. Già che qualcuno pubblichi la foto di un panfilo è un insulto all’intelligenza degli italiani, sia di destra che di sinistra, sia evasori sia non evasori. Perché si vuole criminalizzare i ricchi, si vuole criminalizzare chi ce l’ha fatta. è una specie di invidia nei confronti di chi ce l’ha fatta. Chi ce l’ha fatta dovrebbe essere l’esempio dei giovani per fare di più, per fare i sacrifici, per arrivare. Invece c’è questa violenza nei confronti dei ricchi d’altronde è comprensibile che se un partito ha come cliente un arrabbiato, deve continuare a tenerlo arrabbiato perché il giorno in cui non è più arrabbiato non vota più per questo partito di arrabbiati. Annunziata: Io sono tra quelle persone che - ma anche molti in Italia a sinistra hanno criticato quel manifesto, anche se quel manifesto secondo me è una trovata pubblicitaria fantastica perché sta facendo discutere più di tante cose noiosissime - sono d’accordo che non si debba penalizzare il ricco, però lei mi ha appena detto che in una situazione ipotetica, se lei fosse in Italia e non ce la facesse a pagare il 50% delle tasse, lei entrerebbe nell’illegalità. Briatore: Se io fossi in Italia in questo momento venderei tutto e andrei fuori. Perché in effetti noi cosa cerchiamo di fare in Italia: di spaventare chi produce. Se io fossi in Italia nella mia posizione, vendo tutto e me ne vado fuori dall’Italia. Annunziata: Quante sono le persone che secondo lei fanno questo ragionamento e se ne stanno andando dall’Italia? Briatore: Io credo molti. E’ successo in Francia quando c’è stato le 35 ore, quando c’è stato un incremento di tassazione. Succederà in Italia. Annunziata: Questa Finanziaria colpisce i ricchi? Briatore: Questa Finanziaria colpisce i poveri. Questa Finanziaria fa piangere i poveri non è che faccia piangere i ricchi. Annunziata: In che senso? Briatore: Il povero non ha la struttura del ricco: non ha gli avvocati, non ha le società. Praticamente colpisce sempre chi dovremmo proteggere. La persona di successo che crea lavoro col talento: uno non diventa ricco perché vince la lotteria o perché qualcuno gli regala qualcosa. Noi nasciamo con una logistica: uno nasce ai Caraibi, uno nasce in Africa, uno nasce a Cuneo e uno nasce a Milano Sicuramente se uno nasce in Africa o a Cuneo è meno fortunato di uno che nasca a Milano perché a Milano uno che anche è senza soldi deve fare un provino alla Rai, cammina e arriva qua uno di Cuneo deve prendere il treno. Annunziata: La logistica è già l’inizio. Si nasce con la camicia o meno come si dice a Napoli. Briatore: Oppure uno nasce ricco. Un esempio proprio di ieri sera: un amico mio americano mi chiama – sempre il figlio ha viaggiato con aerei privati, il figlio ha 5 anni - l’aereo privato ha avuto un problema e ha preso un aereo di linea, è tornato a casa e gli ha detto ”Papà sul nostro aereo c’è un casino di gente’. Ecco questa qui è un’altra logistica. Uno che nasce in una logistica del genere. Annunziata: Cosa voleva dire il bambino? Si era infastidito all’idea che ci fosse troppa gente? Briatore: Non era mai stato su un aereo di linea, era sempre stato su un aereo di linea per cui a 4 anni dice al papà… Annunziata: Facciamo una parentesi: lei trova educativo per un bambino non essere mai stato su un aereo di linea? Briatore: Parliamo di logistica: questo famoso bambino nasce in un certo tipo di famiglia e un altro bambino nasce in un altro tipo di famiglia, per cui la famiglia non la scegliamo noi. Annunziata: E questo è parte della logistica. Poi bisogna avere il talento. Briatore: Ci vuole sacrificio, ci vuole talento, devi migliorare la tua posizione e migliorando la tua posizione devi produrre. Annunziata: Ecco, io sono convinta di questo, fa un discorso di meritocrazia. Però lei ha anche detto che se non ce la facesse a stare in Italia se ne andrebbe e dice anche che molte persone potrebbero fare questo ragionamento. Ha detto anche che in qualche modo è comprensibile che non si paghino le tasse. La mia domanda è: e se ci fosse bisogno per diventare ricco dal niente - senza famiglia, senza logistica - anche di tagliare un po’ le linee dell’illegalità, non è anche questo quello di cui c’è bisogno per diventare ricco? Bisogna essere un po’ illegali? Briatore: Assolutamente no. Chi ha successo non deve essere illegale. Chi ha successo è sempre controllato. Chi ha successo deve essere nella legalità. Tu puoi avere successo assolutamente nella legalità. Annunziata: Ma quella che si chiama l’accumulazione primaria del capitale, quello che Defoe raccontò come i pirati… L’inizio di una ricchezza, come si diventa ricchi in Italia? Briatore: Io parlo dell’Italia e parlo degli altri paesi. Si diventa ricchi col lavoro, o diventi ricco perché sei amico di qualcuno o perché sei un privilegiato e sei già ricco: il famoso bambino che va sull’aereo di linea e si stupisce di veder della gente perché normalmente non c’è quella gente lì in aereo. Annunziata: Però questo, se mi permette, è un po’ in teoria, perché in realtà evadere le tasse è un pezzo di illegalità. Questo è un modo per diventare ricchi. Spessissimo noi abbiamo incontrato ricchezze nuove e questa è una storia di questo paese in cui c’è sospetto sulle origini di queste cose. C’è il sospetto ancora sulle origini del denaro di Berlusconi, di Ricucci, anche lei è stato messo sotto inchiesta per l’origine del suo lavoro e delle sue ricchezze. La domanda è: per diventare ricchi c’è bisogno anche di essere un po’ o molto illegali? Briatore: Assolutamente no, qui c’è sempre il dubbio perché se non ti chiami X, Y, Z, che sono le dieci famiglie che controllano l’Italia da vent’anni, su tutti gli altri c’è sempre il sospetto. C’è il sospetto di Berlusconi, c’è il sospetto di altri. Per me il sospetto è molto difficile: io non ho mai vissuto in Italia, mai guadagnato in Italia, perché non ho mai avuto business in Italia; sono 25 che non sono in Italia ed è facilissimo capire se uno vuole quanto possa aver guadagnato. Il problema del sospetto. Mentre qualcuno che gestisce una Parmalat e fa un buco - non mi ricordo quanto era il buco ma credo che sia andato su tutti i giornali – perfetto, perfetto. Annunziata: Beh, perfetto non tanto, Tanzi è stato rovinato da questo. Briatore: Sono state rovinate milioni di famiglie. Ci sono stati i bond argentini. Lì non ne parla nessuno. perché in effetti fa parte di un sistema Ci sono azioni che 15 mesi fa o 20 mesi fa in Borsa valevano 15 euro, ora ne valgono 2, perfetto. Noi in Italia parliamo dei Berlusconi, in Italia credo che dopo la guerra abbiamo avuto due grandi esempi, tre: per me c’è stato Benetton, ho lavorato con loro, un gruppo completamente apolitico; e poi c’è stato Del Vecchio che è in tutto il mondo - la Luxottica – e c’è stato Berlusconi. Annunziata: Questi gruppi qui non sono mai stati sospettati di nulla. Lei per esempio, il suo caso. Lei ha avuto delle condanne ed è andato via dall’Italia. Io non voglio riaprire questo discorso. Briatore: Non l’ho mai nascosto questo. Io ho avuto condanne per gioco d’azzardo. Annunziata: Dall’evasione fiscale c’è sempre un momento per cui per diventare ricchi - non essendo i buona famiglia, non essendo nel salotto italiano - bisogna essere un po’ illegali. Briatore: Io credo che non è detto che se è uno è di buona famiglia sono tutti intelligenti e chi arriva da Cuneo sono tutti idioti. Il fatto è che qui in Italia c’è sempre la stessa gente che gestisce l’Italia sia a livello politico, sia a livello industriale, sia a livello di giornalismo perché credo che siano sempre i soliti direttori che si cambiano i giornali ma alla fine sono persone note, sono. Io credo che l’Italia è un sistema vecchio, ma perché non critichiamo chi ha preso delle aziende sane e le ha distrutte. E quando queste persone escono dalle aziende distrutte gliene danno una sana e la distruggono con liquidazioni di oltre 15-20 milioni di euro. Annunziata: Noi modestamente le critiche a queste persone le facciamo. Proviamo invece a girare questa Finanziaria. Il viceministro delle Finanze Visco era seduto lì allo stesso posto la settimana scorsa e ha detto che il 90% dei contribuenti in Italia ha un reddito fino a 40mila euro l’anno. Le sembra questo un ritratto dell’Italia credibile? Briatore: Assolutamente no. Se andiamo nel parcheggio qui davanti vediamo che ci sono almeno 50 macchine che ne valgono almeno 15 o 20, vuol dire che la gente dovrebbe vivere con gli altri 20. Sicuramente avranno dei bambini, avranno delle scuole, avranno degli affitti da pagare per cui non esiste Annunziata: Quindi son tutti evasori. C’è un’alta quota di evasori? Briatore: Certo che c’è. Quando la gente non ce la fa a pagare le tasse non le paga. Se lei tra portare a casa i soldi per pagar l’affitto, far studiare il figlio e pagare le tasse, credo che lei scelga di far studiare il figlio e mandarlo a scuola e pagare l’affitto prima di pagare le tasse. Annunziata: Abbiamo un’Italia a due velocità. L’Italia di quelli dipendenti a cui si tolgono le tasse e quelli che le può evadere. Ora siccome lei ha imposto un certo discorso di ricchezza e il Billionaire è diventato un po’ lo sfoggio della ricchezza, lei pensa che la maggior parte delle persone che viene al Billionaire – ci siamo documentati: si può avere una consumazione per 30 euro oppure si può avere fino a uno champagne 1.500 euro o 3mila - quelli che vengono al Billionaire sono evasori o veri ricchi? Briatore: Al Billionaire l’80% è gente non italiana, abbiamo gli stranieri.. E’ un fatto di mercato, io mi confronto col mercato. Se la gente da me paga una bottiglia 1.500 ed è contenta di pagarla è perché do un certo tipo di servizio. E’ il mercato che decide chi diventa ricco e chi diventa povero, non sono io che decido i prezzi, i prezzi li fa il mercato. Se la gente è contenta e si diverte, perché no? Qual è il problema? Il Billionaire assume 140 persone durante i 60 giorni, dà un indotto in Sardegna di 2 milioni e mezzo di euro in 60 giorni Quest’anno credo che dichiariamo un utile di 6-700mila euro dove paghiamo le tasse, non riesco a capire qual è il problema di creare posti di lavoro. Annunziata: Siccome abbiamo detto che c’è chi può evadere e chi non può evadere. La questione delle tasse è una questione etica da questo punto di vista? Briatore: La questione delle tasse è una questione etica se le tasse sono fatte in modo da farti diventare non etico. Io non vivendo in Italia non posso dare nessun consiglio, sicuramente quando lei mi dice che il 90% del reddito degli italiani è di 40mila euro mi sembra una cosa molto strana. Annunziata: Non solo ieri abbiamo avuto notizie che tra questi 40mila euro ieri sono venute fuori le dichiarazioni di redditi di alcune categorie: ci sono i gioiellieri che dichiarano 25mila euro all’anno e i rivenditori di auto 12mila. Briatore: Venderanno una macchina all’anno Annunziata: Lei come li giustifica? Briatore: Sicuramente no. Noi partiamo dalla fine. In Italia quello che è sbagliato è il sistema, abbiamo un sistema vecchio, è un Paese vecchio, fatto di politici vecchi che si riciclano in continuazione, non ci sono idee nuove. In Italia ogni volta che c’è una finanziaria solo tasse, non si pensa allo sviluppo dell’Italia, non si pensa a creare posti di lavoro, non si pensa a creare situazioni in cui i giovani possono migliorare. E’ possibile che in Italia non c’è un politico di 40 anni. Ci sono ma non si vedono. E’ il paese che è vecchio, le riforme sono uguali, è gente che non viaggia, è gente che non conosce, che non parla le lingue. Ci sono anche i bravi nella politica ma sono scarsi. I politici in Italia sono scarsi. Annunziata: La tassa in Sardegna sui ricchi lei si è rifiutato di pagarla. Perché si è rifiutato? Briatore: Io ho depositato i soldi all’agenzia che rappresenta la barca in Sardegna - lei sa che ci sono agenzie che se ne occupano – quando diventerà esecutiva paghiamo se non diventa esecutiva non paghiamo. E’ un vassallaggio. In tutto il mondo vorrebbero avere il turismo ricco: perché chi è ricco lascia soldi, chi è povero non li lascia. E’ un fatto di mercato, non è Briatore che deve dire queste cose. Annunziata: Quando prendono di mancia in media, nei due mesi di lavoro, i camerieri di Billionaire? Briatore: Io credo che ci sono dei camerieri che hanno preso più 40mila euro di mancia. E anche maschi. Parlo in generale, ragazzi e ragazze. Per ci vuol dire che danno un servizio. Danno un servizio e la gente è contenta di pagare. La mancia è una cosa che uno paga quando è contento e quando c’è un sistema fiscale chela gente è contenta di pagare perché diamo un servizio: gli ospedale, le scuole, le strade, credo che tutti pagherebbero. Invece di inasprirle dovremmo abbassarle e spiegare alla gente cosa facciamo di questi soldi. Annunziata: Il problema è cosa fare nel frattempo. La sua protesta contro le tasse che è stata molto politica, è un assaggio da parte di Briatore alle acque della politica? Briatore: E’ una ingiustizia che io credevo nei miei confronti e nei confronti dei mie dipendenti in Sardegna. Quando qualcuno si permette di parlare del Billionaire come di un luogo dove lasciamo le bottiglie di Champagne vuote. Il problema è che questi politici che non si informano. Non hanno idea. Io credo che proprio non riescono a focalizzare mai i problemi. Annunziata: Lei continua a sostenere che il Billionaire porta denaro e porta lavoro. Briatore: Porta immagine. Il presidente Cossiga, che non credo sia frequentatore del Billionaire, in un articolo su un giornale della Sardegna ha detto che il Billionaire porta immagine. Annunziata: Però non porta lavoro Briatore: 140 persone più due milioni e mezzo in 60 giorni. Mi chiama la gente dagli Stati Uniti quanto c’è di volo tra la Costa Smeralda e la Sardegna. Questo è il problema dei politici: loro dovrebbero prendere una valigetta e andare in giro per il mondo e vendere a maggio, a giugno Annunziata: Come mai è fallita questa sua protesta da parte dei ricchi, il gala dei ricchi. Non ha creato né la mobilitazione né il numero di persone? Briatore: Abbiamo avuto un 30% in meno di barche nel mese di giugno, il 45% luglio e agosto riempi dappertutto, anche i ristoranti dove mangi male. Annunziata: Il gala, la manifestazione politica. Briatore: Assolutamente no. Questo è nel cervello dei politici. Annunziata: Un po’ di giorni fa è uscito su un giornale di sinistra scritto da un intellettuale di sinistra che si chiama Guido Moltedo, dice che lei è il vero figlio di Berlusconi. Un po’ è una boutade ma per certi versi non è vero che lei rappresenta da giovane, in maniera più giovane, Berlusconi? Briatore: Facciamo due conti: Berlusconi ha 70 anni, io ne ho cinquant….. potrei. Lì sarebbe stata una grande logistica.. Annunziata: Ci sta dicendo che comunque potrebbe essere interessato ad avere un ruolo politico. Briatore: Lei vuol farmi dire delle cose che io in effetti non le dico. Annunziata: Io le faccio le domande che suscitano la curiosità e soprattutto le domande a cui lei continua a non rispondere. Il suo grande rapporto con Berlusconi è anche un rapporto di interesse di politico futuro per la sua carriera? Briatore: Io non sono di destra e non sono di sinistra. Berlusconi è qualcuno da cui si ha sempre da imparare. Ho avuto nella mia vita dei grandi maestri, ho avuto Luciano Benetton e ho imparato molto da lui. Annunziata: Ci dica sì o no se gli interessa la politica Briatore: Ma la politica se è per fare qualcosa…. Io parlavo della Sardegna: se io posso dare un apporto per le conoscenze che abbiamo - credo che noi facciamo il giro del mondo e non lo facciamo con gli occhi bendati, vediamo cosa succede. Esempio: Shanghai quest’anno: per fare 40 chilometri col treno sei minuti Annunziata: Ma mi dica se è interessato ad un eventuale ruolo politico per il futuro magari come governatore della Sardegna. Briatore: Io mi occupo di Formula Uno e devo farla bene. Dopo la Formula Uno se potessi dare un apporto, un contributo all’Italia, che è un paese che in effetti amo. Annunziata: Direbbe di sì alla politica? Briatore: Ci rivedremo fra due anni e ne parliamo. Se mi annoiassi… credo che la politica non ti annoia no? Annunziata: Comunque io la considero una notizia, dobbiamo aspettarci un sostituto di Berlusconi? Briatore: L’Italia è un paese meraviglioso per fare le vacanze. Annunziata: Lei ha fatto un’affermazione molto grave sulla Formula Uno. Lei ha detto, non ne vogliamo parlare, per ragioni di scaramanzia, però lei dice: ”Rispetto a quello che succede nella Formula Uno - questo è dell’11/9/2000 - Calciopoli fa ridere. Che voleva dire? Briatore: Volevo dire che lo sport, come tutte le cose, devono essere gestite e non manipolate. Tutto lì. C’è stato qualcosa a Monza che non mi è piaciuto, ma non solo a me, credo che non sia piaciuto a nessuno compresi tutti i piloti della Formula Uno. Credo che le regole vanno rispettate. Annunziata: Di che parliamo? Briatore: Parliamo che siamo stati retrocessi di 10 posti. Annunziata: Crede che sia stato un imbroglio? Briatore: No, credo che sia stata la Federazione. Annunziata: Perché la Ferrari è molto influente sulla Federazione? Briatore: Sicuro, quando vinci con la Ferrari il merito è doppio. Annunziata: La Ferrari è la Juve della Formula Uno? Briatore: Io credo di no. Noi ci battiamo con loro e c’è un grande rispetto nei confronti della Ferrari. Se vinci con la Ferrari, vinci un doppio mondiale. Annunziata: La Ferrari non è come la Juve. Briatore: Assolutamente. Annunziata: Non intende portare queste accuse così avanti? Briatore: No. Ho anche detto che queste affermazioni le fai dopo un motore esploso - come abbiamo visto -. Non fa piacere. E non ha fatto piacere che la Federazione ha fatto un intervento su due team che si giocano il mondiale. La Federazione dovrebbe essere l’arbitro e l’arbitro non deve influire sui risultati. Annunziata: Le relazioni tra lei e Montezemolo? Briatore: Ho un grande rispetto per Luca. Annunziata: Non è uno di quei privilegiati di cui parla che nasce bene e viene portato avanti con facilità? Briatore: Sì, ma adesso siamo tutti alla pari.