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 2006  ottobre 18 Mercoledì calendario

La Finanziaria prevede un tetto di 800 mila euro annui per gli stipendi pubblici, ma qualcuno vorrebbe abbassare la soglia

La Finanziaria prevede un tetto di 800 mila euro annui per gli stipendi pubblici, ma qualcuno vorrebbe abbassare la soglia. Un anno fa Fausto Bertinotti propose come limite massimo dieci volte lo stipendio di un operatore scolastico di terzo livello (15.684 euro l’anno), il più basso salario tra quelli dei dipendenti statali. Salvatore Buglio, diessino passato alla Rosa nel pugno, ex operaio della Mirafiori: «Ero contrario all’appiattimento retributivo negli anni ”70 quando certo non era facile dirlo, specie in fabbrica. Figuriamoci adesso. Così si finisce per pagare allo stesso modo chi lavora bene e chi lavora male, sono pianificazioni sovietiche che sanno di populismo». Il Pdci Luigi Cancrini, professore al Policlinico di Roma: «È un’idea giusta, ma il limite andrebbe calibrato secondo i settori, per impedire che i manager migliori fuggano verso il privato attirati da stipendi più ricchi». Ecco alcuni stipendi annui lordi di vertici della pubblica amministrazione: Romano Prodi 220 mila euro; Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità per le Telecomunicazioni, 440 mila euro; Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro, 600 mila euro; Vincenzo Fortunato, capo di gabinetto al ministero delle Infrastrutture, 450 mila euro; Giancarlo Cimoli, ad Alitalia, 2 milioni e 700 mila euro; Vittorio Crecco, direttore generale Inps, 270 mila euro; Massimo Sarni, ad Poste italiane, 1 milione e 300 mila euro; Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, 450 mila euro; Mario Andrea Guaiana, direttore generale dell’Agenzia delle dogane, 350 mila euro.