Stampa 15/10/2006, 15 ottobre 2006
Il contrabbando di aglio cinese in Europa interessa direttamente l’Italia dove quasi uno spicchio consumato in cucina su due è straniero, con un boom dell’8,5% delle quantità importate nei primi sei mesi dell’anno
Il contrabbando di aglio cinese in Europa interessa direttamente l’Italia dove quasi uno spicchio consumato in cucina su due è straniero, con un boom dell’8,5% delle quantità importate nei primi sei mesi dell’anno. Le società cinesi causano perdite al fisco pari a circa 60 milioni di euro esportando illegalmente aglio attraverso trinagolazioni da vari paesi. La Turchia ad esempio, che in passato non figurava tra i nostri fornitori, ha esportato in Italia oltre 600 mila chili di aglio nel primo semestre 2006 e gli arrivi dall’Egitto hanno registrato un aumento del 40%.