Marco Panara, Affari & Finanza 15/10/2006, pp. 1-3., 15 ottobre 2006
La tv generalista assorbe buona parte delle frequenze e più dei due terzi degli investimenti pubblicitari totali
La tv generalista assorbe buona parte delle frequenze e più dei due terzi degli investimenti pubblicitari totali. Il duopolio Rai-Mediaset assorbe 4,3 (1,3 la Sipra Rai, 3,1 Publitalia Mediaset) dei 4,7 miliardi di euro di tutta la pubblicità televisiva. Il passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale consente di trasmettere più canali utilizzando un minor numero di frequenze, quindi garantisce un maggiore pluralismo. I problemi da affrontare dunque sono: come convincere i telespettatori a comprare il decoder per il digitale; come utilizzare il passaggio al digitale per aumentare il numero delle imprese impegnate a fare tv; dove prendere le risorse che consentano a nuovi operatori di entrare nel mercato (dove Rai e Mediaset hanno il 90 per cento degli investimenti pubblicitari). La riforma Gentiloni per risolvere il primo punto prevede il passaggio di una rete Rai e di una Mediaset dall’analogico al digitale entro 15 mesi dall’approvazione della legge, mentre per tutti gli altri canali il passaggio è previsto per il 2012. La riforma spera che le due reti portino con loro parecchi spettatori: se saranno la maggioranza l’operazione avrà funzionato e forse gli altri operatori passeranno al digitale anche prima del 2012. Una volta liberate le frequenze la riforma Gentiloni prevede che nuove imprese decidano di fare tv: così si risolve il secondo problema. Per trovare le risorse, il disegno di legge Gentiloni fissa il tetto del 45 per cento della raccolta pubblicitaria complessiva oltre il quale non si può andare: così facendo si spera che la minor quantità di pubblicità assorbita dal duopolio Rai e Mediaset significhi maggiori risorse per i nuovi operatori e crescita del mercato.