Vanni Cornero, la Stampa 15/10/2006, pagina 22., 15 ottobre 2006
Una normativa europea sull’etichettatura prevede la possibilità di miscelare oli vegetali con quello d’oliva e il rischio è quello di far arrivare in negozi e supermercati olio di oliva tagliato con quelli di semi o di palma, legalizzando di fatto le truffe conro cui oggi si combatte
Una normativa europea sull’etichettatura prevede la possibilità di miscelare oli vegetali con quello d’oliva e il rischio è quello di far arrivare in negozi e supermercati olio di oliva tagliato con quelli di semi o di palma, legalizzando di fatto le truffe conro cui oggi si combatte. L’Italia è il secondo produttore europeo del settore, con circa 250 milioni di piante e oltre 600 mila tonnellate d’olio, due terzi delle quali extravergine e con 37 denominazioni di origine protetta, riconosciute dalla Ue, che sviluppano un valore di circa 2 miliardi di euro e garantiscono un impiego di manodopera per circa 50 milioni di giornate lavorative. La Confederazione italiana agricoltori spiega che in tutti i Paesi dell’Unione europea tranne Italia, Grecia e Portogallo, è ammessa la produzione di oli miscelando quelli di oliva e quelli di semi. In Spagna, invece, ne è ammessa la produzione ma non la commercializzazione sul suo territorio: la Spagna ne è il maggior esportatore nel mondo, con etichette scritte spesso in lingua italiana.