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 2006  ottobre 17 Martedì calendario

Bpi-Verona, nasce la terza banca italiana. La Repubblica 17 ottobre 2006. Milano. Nasce il terzo gruppo italiano per sportelli

Bpi-Verona, nasce la terza banca italiana. La Repubblica 17 ottobre 2006. Milano. Nasce il terzo gruppo italiano per sportelli. E il quarto per capitalizzazione. Con quasi 2.200 filiali e un valore di Borsa stimato intorno ai 15,5 miliardi di euro, la fusione tra la Banca Popolare Italiana e la Popolare di Verona e Novara crea un nuovo campione nazionale, in grado non solo di dire la sua in Italia, ma di affrontare anche il processo di consolidamento bancario in Europa. «Entriamo nella serie A delle banche europee. un fatto nuovo per una popolare. In Europa è già successo, ma questa è la prima volta tra le banche popolari italiane», ha dichiarato con orgoglio Fabio Innocenzi, amministratore delegato di Bpvn e in pectore del nuovo agglomerato. A lui è toccato ieri nel corso di una conferenza telefonica con gli analisti finanziari illustrare i punti salienti e le tappe che porteranno alla nascita della SuperPopolare. Si procederà a una fusione perfetta tra Bpi e Bpvn in una Newco (una nuova banca popolare) dopo lo scorporo delle singole banche del territorio. Alla holding quotata, quindi, faranno capo la Popolare di Lodi, che tornerà al suo vecchio nome, la Verona, la Novara, le casse di Lucca, Pisa e Livorno, e il Credito bergamasco. Uno schema federativo, che getterà le basi per ulteriori aggregazioni. Le sinergie stimate sono di 500 milioni di euro, da realizzare entro il 2010. Un obiettivo da raggiungere, secondo Innocenzi, senza grandi tagli al personale, visto che le sovrapposizioni tra le due strutture sono minime. «Ci sarà solo un turnover fisiologico», ha spiegato il manager. Le redini della banca saranno in mano a un consiglio di sorveglianza eletto dall´assemblea, per la cui presidenza è stata posta la candidatura di Carlo Fratta Pasini. Il vicepresidente sarà espressione della Bpi. Inizialmente sarà composto da 10 membri (5 di Lodi, 4 di Verona e 1 di Novara), che diventeranno 16 e poi 20 nei due anni successivi. A regime, i consiglieri saranno venti, 10 di Verona, 7 di Lodi e 3 di Novara. La guida operativa toccherà al comitato di gestione, dove sederanno 12 membri, 4 indipendenti e 8 operativi. I posti di rilievo saranno occupati da Innocenzi (ad), Piero Giarda (presidente), Divo Gronchi, Franco Baronio e Massimo Minolfi. Dal punto di vista patrimoniale il nuovo gruppo avrà un patrimonio primario compreso tra il 6 e il 6,5%, grazie alla cessione di alcuni asset (Italease e Crediop), l´emissione di privilegiate e la cartolarizzazione di mutui. Le tappe prevedono che entro la fine di novembre venga effettuata l´analisi delle due banche da parte dei rispettivi advisor e che a dicembre i consigli di amministrazione approvino la fusione. Tra febbraio e marzo del prossimo anno, invece, si pronunceranno le assemblee dei soci. Qui si potrebbero annidare eventuali difficoltà, visto che nelle popolari vige il voto capitario. Per mitigare i malumori dei rispettivi territori, i vertici hanno pensato alla creazione di due Fondazioni locali, alle quali destinare il 7,5% degli utili del nuovo gruppo. Alla Fondazione di Lodi, spetterà il 30% di questi proventi. E per conquistare ulteriormente gli animi dei lodigiani, prima della fusione verranno distribuite ai soci Bpi riserve per un totale di 1,5 miliardi di euro, sotto forma di dividendo straordinario (circa 2,2 euro per azione). Il concambio per la fusione è di 0,43 azioni della Popolare di Verona e Novara per ogni azione Bpi, che secondo le quotazioni del 13 di ottobre di Bpvn, data dell´operazione, valorizza la Bpi 9,8 euro, un corrispettivo che sale a 12 euro con la distribuzione della cedola straordinaria. Anche la Popolare dell´Emilia Romagna aveva attribuito alla Bpi 12 euro per azione, sulla base di un concambio di 0,55 e di un valore stimato della Bper di 22 euro per azione. Ai prezzi di Borsa di Bper (18 euro), però, il valore di Bpi sarebbe stato di 9,9 euro, da portare a 10,9 euro con la distribuzione di un dividendo di un euro. Walter Galbiati