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 2006  ottobre 18 Mercoledì calendario

Parodi Andrea

• Porto Torres (Sassari) 18 luglio 1955, Cagliari 17 ottobre 2006. Cantante. Prima coi Tazenda, poi da solo • «[...] premiato dai critici a Sanremo nel 1991 per il brano Spunta la luna dal monte presentato con i Tazenda e Pierangelo Bertoli [...] aveva fondato i Tazenda (il nome era stato preso a prestito da un libro di fantascienza di Isaac Asimov) nel 1988, con Luigi Camedda e Luigi Marielli, fondendo la musica tradizionale sarda con il pop melodico all-italiana. Premiati dal Club Tenco, i Tazenda avevano vissuto un momento di grande popolarità con due partecipazioni al Festival di Sanremo, nel ”91 e nel ”92, e al Cantagiro. Nel ”98, chiusa l’esperienza con i Tazenda, Parodi aveva intrapreso la carriera solista, sempre con un occhio di riguardo alla musica della sua terra. [...]» (’la Repubblica” 18/10/2006) • «Nome e origini liguri, temperamento e intensa voce sarda [...] Con i Tazenda, Parodi era stato un po’ il precursore della rimonta della musica etnica. Era uno degli orgogli musicali di Sardegna. La gavetta era stata lunghissima, all’inizio degli Ottanta militava in un gruppo che si chiamava ”Sole Nero”, nel quale accompagnò la rimonta di Gianni Morandi nei teatri, dopo il lungo silenzio dei ”70. Ma tutti ricordano l’artista per Spunta la luna dal monte, che aveva cantato nel 1991 al Festival di Sanremo, insieme con la sua band e con Pierangelo Bertoli: alla voce profonda del cantante di Sassuolo (anch’egli scomparso alcuni anni fa) Andrea opponeva con bell’effetto evocativo il suo controcanto in sardo (egli ha continuato poi a interpretare in sardo il brano, Disimparados); era il pezzo di cui andava più fiero, insieme con Pitzinnos in sa guerra, nato da una collaborazione con Fabrizio De André. A Cagliari, nell’ultimo concerto, commozione aveva suscitato la sua versione di Deu te salvet Maria, l’Ave Maria in sardo. ”L’indiano” (come veniva definito in ricordo dell’album con De Andrè) era un purista, un uomo che non amava troppo i compromessi commerciali e detestava le rassegne in playback. Aveva spiegato di aver per questo lasciato [...] i Tazenda, per immergersi in un mondo di ricerca che inevitabilmene rimaneva fuori dalle grandi correnti del mercato. Il suo primo disco da solista, Abacaba, era uscito nel 2002: un lavoro di grande intensità emotiva, che riproponeva la sua anima di ricercatore. Dopo lo scioglimento del gruppo, aveva viaggiato alla ricerca della musica popolare del Mediterraneo, che lo aveva ispirato per il disco. In Sardegna aveva anche incontrato Al Di Meola, che lo aveva invitato sul palco a Seui dopo averlo sentito cantare: da quell’episodio nacquero uno spettacolo e un disco, Midsummernight in Sardinia. [...]» (Marinella Venegoni, ”La Stampa” 18/10/2006) • «Faccia da pellerossa, grande talento musicale, incredibile pescatore subacqueo. Questo e altro era Andrea Parodi, noto ai più come voce dei Tazenda [...] Il grande pubblico lo aveva scoperto al Festival di Sanremo del 1991 dove col gruppo Tazenda, in duetto con Pierangelo Bertoli, avevano lanciato il brano Spunta la luna dal monte. In realtà fu solo il momento più eclatante di un musicista che è vissuto a cavallo fra jazz e musica etnica e che ha goduto della stima di molti grandi fra i quali, oltre a De André, Sting, che lo volle al suo fianco in un concerto contro gli incendi tenutosi a Sassari. Nel settembre del ”99 aveva sposato a Osidda Valentina Casalegno, 24enne di Ascoli Piceno conosciuta al Festivalbar. [...] Aveva iniziato lo studio della tromba all’età di undici anni nella Banda Musicale ”Bernardo de Muro” del suo paese natale. Dopo alcune esperienze di musica leggera scoprì il jazz nel 1980 ed iniziò l’attività professionale nel 1982. Si diplomò prima come perito elettrotecnico a Sassari e nel 1984 in tromba presso il Conservatorio di Cagliari. L’esperienza con i Tazenda (oltre a lui Gigi Camedda e Gino Marielli) ebbe il merito di portare a vaste platee la cultura sarda. Quello che Parodi aveva creato coi Tazenda era un folk che fondeva le radici della sardegna con il rock. Il gruppo era nato sulle ceneri di una formazione chiamata Il coro degli angeli (dietro la quale c’era Mogol). Con il tempo il gruppo, sempre restando ancorato alla tradizione, cercò nuove forme espressive, anche con l’aiuto di preziose collaborazioni (alla realizzazione del terzo album, Limba, partecipò Fabrizio De André). Con il disco Fortza Paris comparvero testi in italiano, mentre, Sardinia riscoprì poesie d’amore e di protesta del secolo scorso per trasformarle in canzoni in bilico tra folk, rock e trip hop. Ma a Parodi i Tazenda andavano stretti e [...] li aveva abbandonati, preferendo i più svariati esperimenti fra i quali un progetto su Leo Ferrè, collaborazioni con Orchestre macedoni, celtiche, musicisti Zulu sudafricani, l’università della Georgia. Nel 2000 arrivò la nomination per il ”Django d’Or” francese come miglior musicista internazionale insieme a Keith Jarrett e Charlie Haden. Fra gli ultimi suoi lavori c’è il disco ”Abacada”, che nacque dall’idea di cantare in lingua sarda le più belle melodie popolari rielaborate con nuovi arrangiamenti. Nel suo sito Internet l’epitaffio da lui voluto: ”C’è un momento, tra la notte e il giorno, che non è né notte né giorno. Quello è un momento di Abacada”» (Mario Luzzatto Fegiz, ”Corriere della Sera” 18/10/2006).