Varie, 18 ottobre 2006
BERNARDINI
BERNARDINI Rita Roma 27 dicembre 1952. Politico. Radicale. Arriva giovanissima alla battaglia radicale. Vale a dire nel 1975, poco dopo la vittoria del ”NO” al referendum per l’abolizione della legge sul divorzio. Entra in Radio Radicale nel 1983. Antiproibizionista è stata anche presidente del consiglio generale del Coordinamento Radicale Antiproibizionista. Nel settembre del 2002 è tra i fondatori dell’Associazione Luca Coscioni. stata anche segretaria del partito. Si è dimessa nel 2008, deputata, lasciando il posto ad Antonella Casu • «[...] mai si quieta. ”Faccio al massimo cinque o sei giorni di vacanza l’anno”, dice. Vacanze poi per modo di dire. Animata dalla passione – che immediatamente segue quella politica, ma a moltissima distanza – per il disegno e la pittura [...] Detta pure ”Rita bella voce” da quelli che, sintonizzati su Radio radicale, da una vita l’ascoltano. Rita fa dirette di ore e ore, giorno e notte, tavoli in ogni angolo della penisola, contatta la Basilicata come la provincia di Savona, tiene sotto controllo i compagni del Trentino, esorta quelli della Sila. ”E’ la più brava a fare la mobilitazione, nei fili diretti, nell’organizzazione delle iniziative”, riconosce Massimo Bordin, il direttore di Radio radicale. Dove per qualche anno Rita ha fatto la redattrice e la vicedirettrice, prima che Pannella la rapisse e la portasse al partito. Dove da allora, dai primi anni Novanta, è stabilmente accasata. ”Rita? La trovi a Torre Argentina”, dicono tutti nel partito. ”Sono qui a Torre Argentina”, infatti risponde lei alla chiamata. Una militante d’oro, Rita. ”Una militante di grande tempra, una macchina da guerra”, garantisce Bordin. ”Scioperi della fame, sit in, walk-around, arresti e processi scandiscono gli anni della sua militanza”, racconta una sua biografia pescata su Internet. [...] Assieme a Emma Bonino, è la donna più rappresentativa del Partito radicale: la prima icona, Rita motore. Tesoriere, le capita di contattare gli ex iscritti refrattari al rinnovo personalmente (’ecco, ho qui davanti l’e-mail di un nostro iscritto di Torino che rinnova”), e ogni riconquistato alla causa un momento di esaltazione, poi di nuovo alla carica. stata anche condannata per disobbedienza civile, Rita Bernardini, per aver ceduto hascish e marijuana durante una manifestazione pubblica. […] Da quando si è avvicinata ai radicali, al tempo del referendum sul divorzio, metà anni Settanta, Rita non si è più allontanata. O meglio: solo nel tempo che è servito per curare la mamma gravemente malata, poi completamente votata alla causa. Con Pannella come punto di riferimento politico? ”Direi proprio di sì”. Complicato? Ride: ”Non è facile. Ma non credo che avrei resistito così a lungo senza Marco”. L’esatto contrario di quello che quasi ogni ex radicale dice. [...]» (’Il Foglio” 18/10/2006).