Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2006  ottobre 09 Lunedì calendario

Anno III - Centotrentottettesima settimanaDal 2 al 9 ottobre 2006(un numero saltato per scioperoGoverno Le probabilità che Prodi cada sulla Finanziaria sono piuttosto alte

Anno III - Centotrentottettesima settimana
Dal 2 al 9 ottobre 2006
(un numero saltato per sciopero

Governo Le probabilità che Prodi cada sulla Finanziaria sono piuttosto alte. Che cosa succederebbe subito dopo è ancora abbastanza nebuloso. Per esempio: un governo solo tecnico, senza nessun esponente di partito al suo interno, presieduto (mettiamo) da Mario Monti, che emendi la Finanziaria di ciò che non va, prepari una nuova legge elettorale e ci faccia votare a marzo-aprile? Oppure: D’Alema premier, si tenta la strada di un governo abbastanza autorevole che faccia durare le Camere i famosi due anni e mezzo capaci di garantire ai parlamentari la pensione? O anche: l’attuale presidente del Senato, Franco Marini, diventa primo ministro e il suo posto viene regalato a un esponente della Casa delle Libertà? In questo ultimo modo, senza un cambio formale di maggioranza, si potrebbe tentare la strada di un governo in grado di discutere con l’opposizione e magari, dopo la Finanziaria modificata e la nuova legge elettorale, abbastanza flessibile da stringere un qualche accordo di programma con il Polo e far durare la legislatura fino al 2009. Gli ultimi sondaggi dànno la Casa delle Libertà nettamente in vantaggio sull’Unione: gli istituti più vicini al governo parlano di un 4-4,5 per cento di consensi in più. Berlusconi ha detto che il vantaggio è di 6 punti. Altri ancora arrivano a ipotizzare un distacco di 10. Forza Italia sarebbe addirittura al 27 per cento. L’insieme mostra in ogni caso un centro sinistra non troppo lontando dalla catastrofe.

Finanziaria In due parole: la Finanziaria realizza – o con i tagli alle spese o con nuove tasse – 33,4 miliardi di euro. Si ricorderà che all’inizio il ministro Padoa-Schioppa aveva ipotizzato una finanziaria da 35 miliardi. E che poi era accaduto che il Fisco incassasse un mucchio di soldi non previsti (10 miliardi). E che perciò i sindacati e la sinistra della coalizione dicessero: ”Facciamo una Finanziaria più morbida, scendiamo a 25 miliardi”. Padoa-Schioppa aveva spiegato: ”No, c’è un debito da recuperare troppo alto”. E aveva concesso: Finanziaria da 30 miliardi. Dopo di che ha presentato una legge da 33,4 miliardi e sindacati e sinistra radicale si sono spellati le mani ad applaudire. Come mai? Perché Prodi e Padoa-Schioppa hanno lavorato molto sul lato delle tasse e molto poco sul lato dei tagli. Nessuna lotta agli sprechi, nessun taglio di statali nullafacenti, su quel versante niente di niente. Invece le aliquote dell’Irpef sono state portate da 3 a 5 e si è fatto in modo che tutti quelli sopra i 40 mila euro lordi di stipendio l’anno paghino di più.. Si sono poi tagliati di 4,3 miliardi di euro gli stanziamenti per i Comuni, le Province e le Regioni (i cosiddetti ”Enti locali”) e si è stabilito che le imprese versino all’Inps le liquidazioni dei dipendenti che hanno ancora in cassa (5 miliardi di euro). Sorvoliamo sulla reintroduzione di un’altra ventina di balzelli e servitù. In cambio di questo, si è data ai Comuni la facoltà di metter tasse a piacimento (prima non potevano). Si è promessa l’assunzione di 150 mila precari della scuola. Alle imprese sono stati concessi risparmi sul costo del lavoro (il cuneo fiscale) di 5 punti. In più: Prodi, Visco e Padoa-Schioppa si sono impegnati a recuperare 3,3 miliardi di evasione. E hanno giurato che alla fine dell’anno prossimo il nostro rapporto deficit/pil sarà sceso, grazie a questa legge, al 2,8 per cento con gran soddisfazione dell’Europa.

Obiezioni Le obiezioni alla legge sono (sempre in due parole) le seguenti: per ogni dieci euro tolti ai cittadini cosiddetti ”ricchi” ne viene restituito uno solo ai cittadini cosiddetti ”poveri”. L’aumento della pressione fiscale – come è scientificamente provato – farà aumentare l’evasione. I tagli agli Enti locali e la nuova libertà di aumentare l’imposizione locale (per esempio l’Ici) spingeranno i Comuni a metter tasse a loro volta: altra evasione garantita. Quindi, come è stato ormai scritto tante volte, l’aumento delle tasse rischia seriamente di produrre un calo degli introiti. Il recupero dell’evasione è certamente una cifra buttata lì a caso (lo ha scritto oltre tutto Alberto Alesina sul Sole 24 Ore): nessuno al mondo è in grado di dire quanta evasione sarà recuperata da qui a 12 mesi. Magari sarà anche più di 3,3 miliardi. Ma potrebbe anche essere molto meno: perciò questo tipo di numeri non deve essere in genere adoperato in leggi come la Finanziaria se non a posteriori. L’insieme dei provvedimenti è inoltre destinato (e questo sta scritto nella Finanziaria stessa) a deprimere economicamente il Paese ancora di più: non ci sono stanziamenti credibili per gli investimenti, è certo che la propensione a spendere delle famiglie sarà più bassa. Alle critiche molto severe degli economisti non nemici del centro-sinistra (Giavazzi, Ricolfi, Boeri), si sono aggiunti i sarcasmi dell’Economist il quale ha attaccato Padoa-Schioppa sul piano personale, scrivendo che da un tecnico che ha lavorato nella Banca centrale europea non ci si sarebbe aspettati un pasticcio simile. Il tutto mentre i sindaci del centro-sinistra – Cofferati in testa – sono in rivolta. Chiamparino – primo cittadino di Torino – vuole venire a Roma e consegnare le chiavi della città a Prodi. Con l’aria di dire: con i torinesi veditela tu. L’unico che difende a spada tratta Prodi e il suo ministro dell’Economia è Scalfari.

Anna Un giovanotto con un giubbotto nero e un cappello da baseball pure nero ha aspettato in ascensore che Anna entrasse con le sue borse della spesa e quando le porte si sono richiuse le ha sparato tre colpi in petto e uno in testa, facendo riaprire le porte dell’ascensore e andandosene indisturbato. Anna era una giornalista russa famosa in tutto il mondo, di cognome Politkovsakya, 48 anni, due figli. Scriveva articoli di fuoco sul comportamento dei russi in Cecenia e sulle loro malefatte contro la popolazione civile. Ne aveva preparato uno sulle torture che l’attuale premier ceceno Ramzan Kadyrov – un protetto di Putin - infligge agli oppositori. Al suo giornale non è mai arrivato. Il Cremlino finora tace. L’inchiesta è nelle mani del capo supremo della Giustizia russa, il procuratore generale Yuri Chaika, notizia niente affatto tranquillizzante, dato che in nessun paese al mondo si diventa procuratori generali senza avere un buon rapporto con i politici.

Libano Martedì 4 ottobre due camion pieni di missili e quattro camion zeppi di mortai e armi automatiche, provenienti da Iran e Siria, sono arrivati nel Libano meridionale. Hezbollah ha fatto rifornimento e può dunque in qualunque momento riprendere i bombardamenti su Israele. Si noti che i soldati della costosissima missione Unifil – tra cui gli italiani – sono già sul posto e hanno non solo fatto finta di non vedere, ma lasciato che i guerriglieri libanesi riprendessero il controllo delle cinque zone strategicamente più interessanti ai fini della guerra contro Israele. Le regole d’ingaggio sono state scritte in modo da lasciare ai comandanti in loco la massima discrezionalità. La parola ”hezbollah” non vi compare mai.

Anno III -