Vari, 12 ottobre 2006
Gelsirio Caretti, di anni 73, ex sindaco, vedovo, scrisse quattro bigliettini, li appoggò sul tavolo del soggiorno, tagliò le vene dei polsi e si lasciò morire
Gelsirio Caretti, di anni 73, ex sindaco, vedovo, scrisse quattro bigliettini, li appoggò sul tavolo del soggiorno, tagliò le vene dei polsi e si lasciò morire. Durante i cinque anni del suo mandato era stato costruito il depuratore che sovrasta una strada provinciale: due settimane fa da lì venne giù una colata di fango che travolse e uccise due donne, Simonetta D’Aliso e Cinzia Miscio, dottoresse all’Istituto Auxologico Italiano. Il Caretti, che non era in carica quando fu firmata la delibera di costruzione né quando fu inaugurato il depuratore, forse si si sentiva in colpa per la disgrazia capitata alle due donne. Inoltre non si era mai ripreso dalla morte della moglie, tre anni fa. Forse spiegava tutto nei bigliettini, sequestrati dalle autorità: neppure la figlia ha potuto leggerli. Ad Aurano, centonovanta abitanti in mezzo alle montagne, quindici chilometri da Verbania. Sabato 7 ottobre, alle sette di mattina.