Vittorio Feltri, Libero 11/10/2006, pagina 18, 11 ottobre 2006
Confessione di Vittorio Feltri: «La vita, per quanto generosa con me, non mi ha mai fornito un letto già apparecchiato di tutto punto
Confessione di Vittorio Feltri: «La vita, per quanto generosa con me, non mi ha mai fornito un letto già apparecchiato di tutto punto. Per apparecchiarlo ho sempre dovuto fare una fatica dannata. Sarà che non ero un Adone, sarà che mi mancava la sfrontatezza o almeno la disinvoltura necessaria a rimorchiare, prima che una ragazza carina (con le bruttine avevo invece un certo successo) accettasse un bacio, non dico di coricarsi, ce ne voleva. O meglio, ci voleva un miracolo. La mia carriera di seduttore è piena di pagine bianche, nel senso di andate in bianco, e la biancheria non c’entra. Quanti appostamenti, quanti pedinamenti, quanti sospiri. I miei amici erano in gamba: due battute, due risate, ed era subito mano nella mano. Intendiamoci, qualcosina ho consumato anch’io, ma più sul piano oftalmico che su quello del materasso. Ce n’era una di cui ero cotto. Un corteggiamento infinito, anni e anni. Mi dicevo: prima o poi ci starà perché nei suoi sguardi leggevo un incoraggiamento a non desistere. Zero. Dopo una montagna di lustri durante i quali l’avevo persa di vista, l’ho incontrata e le ho chiesto: ti ricordavi di me? Risposta: vagamente. Questa è la situazione. Però devo aggiungere per completezza d’informazione che se ho tribolato a stendere nel letto le ragazze, una volta stese non ho più avuto problemi ad andare avanti. Credo che sia così per tutti. la difficoltà non consiste nel farsela dare da una che sta sotto le tue lenzuola, ma nel persuaderla a infilarvisi».