Margherita De Bac, Corriere.it 10/10/2006., 10 ottobre 2006
Studi americani hanno dimostrato che rispetto a quarant’anni fa si dorme 1 o 2 ore in meno: si dovrebbe stare sotto le lenzuola in media 8 ore e 45 (i giovani maschi sani), invece spesso non si arriva a 7 ore
Studi americani hanno dimostrato che rispetto a quarant’anni fa si dorme 1 o 2 ore in meno: si dovrebbe stare sotto le lenzuola in media 8 ore e 45 (i giovani maschi sani), invece spesso non si arriva a 7 ore. Questa diminuzione non dipende da una sempre più diffusa insonnia, ma da ritmi di vita che tolgono ore al dormire. Esistono segnali inconfondibili per misurare il livello di stanchezza. Thomas Roth, specialista all’ospedale di Detroit: «Di solito prima di addormentarci passano 15 minuti. Se succede in un paio di minuti è un pessimo segnale, così come la sonnolenza diurna. Un altro test? Preferire un pisolino al sesso». Le conseguenze di questa diminuzione: aumento dell’appetito, tendenza a ingrassare, diabete e depressione sono i rischi a lunga scadenza. Chi dorme poco produce meno leptina, l’ormone che comunica al cervello il senso di sazietà, e più grelina, ormone collegato allo stimolo della fame. Viene alterato inoltre il sistema dell’insulina e ciò significa tendenza a sviluppare diabete e obesità. Gli specialisti dicono che il pisolino pomeridiano non serve a sostituire il sonno notturno, che ha qualità diverse.