Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2006  ottobre 10 Martedì calendario

Azzolini/2. Dopo il ferro della cancellata Azzolini tentò anche di difendere l’oro, questa volta dai Tedeschi, che dopo l’Armistizio insistevano per prendersi le riserve auree della Banca d’Italia, con la scusa che a Roma non erano al sicuro

Azzolini/2. Dopo il ferro della cancellata Azzolini tentò anche di difendere l’oro, questa volta dai Tedeschi, che dopo l’Armistizio insistevano per prendersi le riserve auree della Banca d’Italia, con la scusa che a Roma non erano al sicuro. Il governatore le nascose nell’intercapedine del caveau di via Nazionale, dietro un muro di mattoni, imbiancato e asciugato perché sembrasse vecchio, ma qualcuno fece la spia, il muro fu demolito in fretta e furia e sotto la minaccia dell’uso della forza Azzolini dovette cedere, premurandosi, formalmente, di mantenere in mani italiane l’oro, che il 20 settembre 1943 fu prelevato e trasferito prima a Milano e poi nel sud Tirolo. Destituito e arrestato dopo la liberazione di Roma, Azzolini fu giudicato in quattro giorni e condannato a 30 anni di reclusione (pena che prevalse per un voto sulla condanna alla fucilazione). Beneficiario dell’amnistia, l’ex governatore preferì ricorrere in Cassazione, che in effetti lo assolse riconoscendo che l’oro era rimasto di proprietà dell’Italia dal punto di vista contabile e che l’imputato aveva fatto di tutto per resistere ai Tedeschi.