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 2006  ottobre 10 Martedì calendario

Wozniak Steve

• San Josè (Stati Uniti) 11 agosto 1950. Imprenditore. Fondatore della Apple • «Prendiamo i Beatles, per esempio. Se Steve Jobs era il Paul McCartney della Apple, Steve Wozniak era John Lennon. Il primo voleva una grande band che si affermasse in tutto il mondo, il secondo voleva creare qualcosa che rivoluzionasse il mondo. [...] ”[...] Io ero un ingegnere appassionato di computer. Vivevo in una comunità di persone con la stessa passione, facevo quello che mi piaceva, e poi mostravo i miei prodotti in giro. Li davo via. Una volta Steve Jobs, che ha una mentalità di mercato molto più sviluppata della mia, mi disse che forse potevamo costruire quei prodotti e venderli [...] Sono stato fortunato, perché non ho mai dovuto pensare a quali prodotti volesse il pubblico e poi realizzarli. Sognavo una macchina che potesse trasformare il computer in un oggetto personale della vita quotidiana. L’ho costruita esattamente come la immaginavo ed era proprio quello che la gente cercava. Come un artista tradizionale, sono stato sempre libero [...] Quando sei un progettatore come me, ogni particolare è un colpo di pennello. Hemingway agonizzava sulle parole finché non trovava la frase giusta; un vero designer agonizza sul suo programma, finché non realizza qualcosa di bello e funzionale da dare al mondo [...] Le vere invenzioni avvengono a livello filosofico. Un ingegnere è addestrato a calcolare, e considera tutte le possibilità del suo progetto. Nella vita, però, non si può pensare sempre in bianco e nero: alle volte i problemi richiedono la creatività di soluzioni che stanno nel mezzo. Un vero ingegnere-artista sa guardare in mezzo ai suoi calcoli, e inventare ciò che gli altri non vedono [...] è importante avere delle capacità specifiche e imparare le cose dal basso. Se vuoi costruire computer, devi sapere come funziona il filo elettrico. Secondo, non prenderla alla leggera: il successo richiede un sacco di lavoro. Terzo, se hai una passione, non lasciarti dire dagli altri come realizzarla. Quarto, credi sempre nella tua idea [...]”» (Steffan Heuer, Paolo Mastrolilli, ”La Stampa” 8/10/2006).