Riccardo Orizio la Repubblica, 23/08/2002, 23 agosto 2002
Gli indù cercano il Gange in Inghilterra, la Repubblica, venerdì 23 agosto 2002 Bradford. Gli intenditori dicono che il fime Aire è uno dei più belli d’Inghilterra, circondato com’è da paesaggi da cartolina rurale
Gli indù cercano il Gange in Inghilterra, la Repubblica, venerdì 23 agosto 2002 Bradford. Gli intenditori dicono che il fime Aire è uno dei più belli d’Inghilterra, circondato com’è da paesaggi da cartolina rurale. Qualcuno sostiene che i due antichi pub che dominano il suo ponte storico, ”George&Dragon” e ”Stansfield Arms”, sono quasi dei monumenti nazionali. Un po’ perché per gli inglesi tutti i pub sono monumenti nazionali... un po’ perché questi due sono costruiti intorno a querce secolari, venerate dalla popolazione locale. Per altri è il fiume sul quale s’innamorarono Patrick Brontë e Maria Branwell, genitori delle celebri sorelle Brontë e quindi monumenti della letteratura inglese. Per i 6mila indù che abitano nella vicina e poco poetica città di Bradford, invece, il fiume Aire all’altezza del ponte di Apperley è, o meglio deve diventare, una cosa sola: il nuovo Gange. Acque sacre dove spargere le ceneri dei defunti dopo il funerale. La proposta, che ha colto di sorpresa il pur multietnico consiglio comunale di Bradford, potrebbe trasformare questo angolo di Yorkshire in una piccola India. Tre o quattro volte all’anno le ceneri degli indù verrebbero versate sulle acque del fiume e la comunità si riunirebbe intorno a un piccolo tempio permanente, indossando vesti candide e cantando inni sacri. Non è la prima volta che questo tratto di fiume, uno dei luoghi dove è nata la rivoluzione industriale inglese, attira spiriti religiosi. Le cronache ricordano che due secoli fa un certo ”profeta Wroe”, naturalmente un profeta cieco, capo d’una setta chiamata degli israeliti cristiani, promise di mostrare i propri poteri soprannaturali proprio in questa stessa località. Trentamila persone si radunarono attorno alle querce, sperando di vedere il fiume dividersi in due o, almeno, trasformarsi in birra. Nulla di tutto ciò accadde e il profeta venne abbandonato dai seguaci. Gli indù di Bradford sono meno ambizioni e hanno spiegato la richiesta con argomentazioni più terrene: andare nelle città sacre dell’India che si trovano sulle rive del vero Gange per la cerimonia delle ceneri è diventato sempre più costoso e difficile. Molti membri giovani della comunità non sono più preparati a finanziare questa spesa e preferiscono ignorare l’obbligo che impone a ogni buon indù di condurre questa sedicesima e ultima cerimonia religiosa, che chiude il ciclo della vita. «D’altra parte, che sia il fiume Gange, o il fiume Congo o il fiume Aire, non fa differenza», spiegano i leader della comunità. «Le nostre scritture non ci obbligano a usare il Gange. Dicono solo che le ceneri devono essere gettate nel fiume per poi raggiungere il mare e disperdersi. Cosa che accade anche se tali ceneri iniziano il loro viaggio al ponte di Apperley». Se la richiesta verrà approvata, il fiume Aire verrà usato anche dai Sikh, che portano le ceneri nella città di Kiratpur in India. Jane Glaister, direttrice delle arti e del patrimonio naturale di Bradford, spiega che «ci stiamo consultando con alcune organizzazioni che si occupano di ecologia per capire quali sarebbero le implicazioni di tali cerimonie». Il vero problema, anche se nessuno lo vuole dire, è che Bradford non è una località qualunque nelle sensibilità nazionali. Prima di tutto è la città, dopo Londra, con la maggior diversità etnica: la abitano ben 92 gruppi etnici diversi. Insieme alle vicine città di Oldham e Burnely, Bradford (che ha 301mila abitanti, il 20 per cento di colore) è la località dove l’anno scorso sono scoppiati violenti disordini razziali: bande giovanili di bianchi si scontrarono con bande di ragazzi asiatici, incendiando auto e negozi. Bradford è anche una roccaforte del British National Party, una formazione xenofoba d’estrema destra. Queste sono città dove le comunità vivono vite separate, in una sorta di auto-imposto apartheid che condiziona i quartieri, le scuole e i posti di lavoro. Bradford, per esempio, è la città dove si sta discutendo l’imposizione di quote per ciascun gruppo etnico nelle scuole, un metodo che secondo qualcuno potrebbe favorire l’integrazione delle minoranze. Un mese fa gli scolari di Bradford hanno organizzato un lancio di colombe per invitare gli adulti ad atteggiamenti più tolleranti. Al pub di Giorgio e il Dragone, attorno all’antica quercia che in vita sua ne ha viste molte, si vedono solo facce bianche. I musulmani qui non vengono. Gli indù neppure. Almeno per il momento. Il barista, comunque, ha accolto il messaggio delle colombe: «Se vengono a spargere le ceneri qui, vuol dire che poi vengono a farsi un bicchiere. Io sono favorevole». Riccardo Orizio