Paolo Mastrolilli La Stampa, 29/08/2002, 29 agosto 2002
Botte da homeless, La Stampa, giovedì 29 agosto 2002 New York. «Vedrete homeless ubriachi, che si menano fino a diventare stupidi»
Botte da homeless, La Stampa, giovedì 29 agosto 2002 New York. «Vedrete homeless ubriachi, che si menano fino a diventare stupidi». una pubblicità che vi attira? Negli Stati Uniti ha funzionato benissimo, facendo diventare miliardari due ragazzi di 24 anni. I protagonisti di questo scandalo sono Ray Laticia e Ty Beeson, aspiranti cineasti di Las Vegas. Secondo come la raccontano loro, avevano bisogno di circa 100 mila dollari per realizzare un film indipendente. Una sera del 1999, girando per il ghetto di Las Vegas chiamato Naked City, videro due poveracci che si ammazzavano di botte: «La gente intorno si divertiva, e quindi noi pensammo di trasformare questo interesse in un business». I due ragazzi cominciarono a contattare gli homeless, offrendo cibo, vestiti e compensi tra i 20 e i 100 dollari, in cambio di risse e altre performance da brivido. Quindi filmarono il tutto con una piccola camera amatoriale, montando le immagini in un video intitolato Bumfights: Cause for Concern, Volume 1. Misero in vendita il prodotto sul loro sito Internet, Bumfights.com, e aspettarono la reazione del pubblico. Il video costa 19 dollari e 95 centesimi, e secondo i dati pubblicati a fine maggio, Ray e Ty ne hanno piazzate già 200 mila copie. Significa almeno 4 milioni di dollari di incassi, che nel frattempo sono sicuramente saliti, anche se le cifre più recenti non sono state rivelate, perché gli avvocati dei due ragazzi hanno consigliato ai loro clienti di fare meno rumore. Ormai, però, lo scandalo è cominciato, e basta dare un’occhiata alle immagini per capire perché. In una, si vede un homeless che si strappa i denti con una pinza; in un’altra, due poveracci insanguinati si massacrano di botte, finché uno dice di avere la caviglia rotta. Poi ci sono le scene di ”Rufus the Stunt Bum”, l’homeless specializzato negli ”stunt”, che sbatte la testa al muro fino a ferirsi, e quelle del ”safari”, dove un personaggio vestito da esploratore australiano va a caccia di senza casa, e li cattura legandoli col nastro adesivo mentre dormono all’aperto. I due ragazzi dicono che i poveri protagonisti erano tutti in grado di intendere e di volere. Donald Whitehead, della Us National Coalition for Homeless, non è d’accordo: «In ogni caso di tratta di crudele sfruttamento. Le persone riprese sono forzate a fare cose incredibili, sotto l’influsso di sostanze o di malattie mentali». La polizia di Las Vegas ha aperto un’inchiesta, e ha trovato almeno un uomo che ha confessato di aver preso soldi per «pestare» un homeless. Per incriminare i due ragazzi, però, gli agenti hanno bisogno di una vittima che li denunci, e finora non l’hanno trovata. Diverse organizzazioni tipo Morality in Media hanno condannato il video, prendendosela anche con le televisioni come la Fox, che puntano sulla ”tv verità” e finanziano risse tra personaggi celebri tipo Paula Jones e Tonya Harding. Ma Bernard Beck, sociologo della Northwestern University, ha detto che Bumfights è solo il degno erede dei gladiatori: «L’emozione sta nel divertimento di osservare cosa la gente è disposta a fare o farsi fare. Per natura, la tv realtà non ha limiti. Mostra cose private o agghiaccianti, e chi la guarda si sente giustificato, perché i protagonisti sono volontari». Paolo Mastrolilli