Fabrizio Rondolino, La Stampa, 03/10/2002, 3 ottobre 2002
Necrologi frettolosi, La Stampa, giovedì 3 ottobre 2002 Si dice che la morte, quando si è raggiunta una certa età, sia una sorta di compagna invisibile, discreta e sempre presente; quasi un’amica con cui discorrere, una presenza familiare in un mondo che si è fatto sempre meno decifrabile
Necrologi frettolosi, La Stampa, giovedì 3 ottobre 2002 Si dice che la morte, quando si è raggiunta una certa età, sia una sorta di compagna invisibile, discreta e sempre presente; quasi un’amica con cui discorrere, una presenza familiare in un mondo che si è fatto sempre meno decifrabile. Ma si dice anche - e non c’è contraddizione - che proprio questa complicità renda la vita più ricca, e più desiderabile: come se la si apprezzasse per intero osservandola dal suo margine estremo. Chissà che cosa avrà pensato Giuseppe Alessi, novantasette anni, primo presidente dell’Assemblea regionale siciliana nel lontano 1947 e anziano padre nobile della politica palermitana, leggendo l’altro giorno sul ”Giornale di Sicilia”, il proprio necrologio a firma del viceministro Gianfranco Micciché. Alle scuse subito inviategli da Micciché, Alessi ha risposto con un ironico e scaramantico invito a «non avere fretta». D’altra parte, se sognare la morte di un amico si dice che gli allunghi la vita, non è escluso che anche un necrologio anticipato alla fine porti bene. Ad ogni buon conto, ieri Alessi nella sua casa di Palermo ha riunito alcuni vecchi amici (tra cui Emanuele Macaluso, giunto per l’occasione da Roma) per celebrare insieme un «pranzo della risurrezione». Mangiare, e mangiare in compagnia, è di per sé un rito scaramantico: un tempo i funerali si concludevano, e a volte si concludono ancora, con sontuosi banchetti, come a riaffermare il primato della vita sulla morte, e la rivincita della carne sullo spirito. Devono aver rievocato i tempi andati, questi simpatici vecchietti, e sicuramente avranno parlato di politica: perché in quel mondo, così distante dal nostro, la politica non era soltanto potere e ambizione e tecnica, ma passione e vita. E la vita, qualche volta, si prende beffa dei necrologi. Come un vecchio gatto spelacchiato, se ne va per tetti e giardini e regala a chi passa uno sguardo sornione. Fabrizio Rondolino