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 2002  novembre 26 Martedì calendario

Hammamet tutto-compreso, La Stampa, martedì 26 novembre 2002 Hammamet è uno dei luoghi della politica italiana

Hammamet tutto-compreso, La Stampa, martedì 26 novembre 2002 Hammamet è uno dei luoghi della politica italiana. Tragedia e farsa vi vanno in scena; a volte, a dispetto di Marx, nello stesso tempo. La salma di Bettino Craxi calata in un buco scavato nella notte sulla spiaggia. Pecoraro Scanio che al ”Gilda on the Beach” di Fregene, dopo aver tagliato la torta di compleanno di Tangentopoli, salta su un cammello e urla: «Ad Hammamet!». L’evocazione delle tragedie di un popolo che i leader non li depone ma li abbatte, Monza, piazzale Loreto, via Caetani. La canzone di Paolo Rossi: «Dov’è finita la fontana di piazza Castello? Ad Hammamet!». Si può leggere in molti modi la figura di Bettino Craxi. A maggior ragione si può variamente leggere il programma di viaggio «per commemorare e non dimenticare il socialista, il laico, il libertario», a tre anni dalla morte. Quattro giorni, dal 16 al 19 gennaio 2003. Charter da Malpensa e Ciampino, sconto per i bambini fino a 2 anni e per i ragazzini sotto i 12. Mezza pensione. Hotel Riu Mehari, 5 stelle, sul mare. Prezzi popolari: a gennaio la spiaggia di Hammamet è per i tunisini e per comitive bielorusse e moldave. Resta l’incanto esotico, proposto in gite per cui è richiesto un numero minimo di 30 partecipanti: «Hammamet-Tunisi (medina) - Cartagine (museo) - Sidi Bou Said, con pranzo caratteristico», 38 euro; in alternativa, «Hammamet-Sousse-Monastir-Kairouan (mercato tappeti)», sempre «con pranzo caratteristico». Bus riservato. Nel programma non si parla della commemorazione. Che ci sarà, come ogni anno, sulla spiaggia dov’è scavato il buco, sotto le mura della medina. Ci sarà la signora Anna, che ad Hammamet vive. Ci sarà la figlia Stefania, che alla memoria del padre si è votata completamente. Ci saranno decaduti e riaffioranti, amici sinceri e traditori pentiti, vecchi nenniani e seguaci dell’ultima ora, in una commistione di sentimenti e risentimenti che magari potesse trovare requie al mercato dei tappeti di Kairouan (non si poteva menzionare anche o solo la grande moschea degli aghlabiti gioiello del Maghreb?). Il turismo funerario susciterà facili ironie. Resta il fatto che la salma del primo presidente del Consiglio socialista riposa in Tunisia, non in Italia. Fu quella la terra che Craxi scelse, e amò. Là si va a vedere la capanna che si era costruito in riva al mare. A mangiare «pranzi caratteristici» nei suoi ristoranti, che ancora ne espongono il ritratto e tengono libero il tavolo. E alla commemorazione tunisina ne segue di regola una seconda alla biblioteca della Camera. Due anni fa parlò Violante, l’anno scorso Berlusconi. Per visitare la tomba, però, bisogna andare ad Hammamet; e fare i conti con tutto quello che Hammamet vuole significare. Aldo Cazzullo