Anna Zafesova La Stampa, 10/12/2002, 10 dicembre 2002
In Russia il Vaticano fa più paura dell’Islam, La Stampa, martedì 10 dicembre 2002 Mosca. La Chiesa cattolica rappresenta una minaccia alla sicurezza nazionale russa
In Russia il Vaticano fa più paura dell’Islam, La Stampa, martedì 10 dicembre 2002 Mosca. La Chiesa cattolica rappresenta una minaccia alla sicurezza nazionale russa. Una relazione che lo afferma, a quanto pare, è già arrivata al Cremlino e verrà discussa nella prossima seduta del Consiglio di sicurezza russo dedicata all’estremismo religioso. Non si tratta di un’iniziativa di qualche corrente nazionalista della Chiesa ortodossa, ma del prodotto di un ente dello Stato: secondo il giornale ”Gazeta”, che ha pubblicato stralci del clamoroso documento, la relazione sarebbe stata preparata da una trentina di esperti diretti dal ministro delle Nazionalità, Vladimir Zorin. In quindici paginette il documento elenca tutte le minacce provenienti dall’estremismo religioso, e al primo posto si trova proprio «la Chiesa cattolica di Roma». La colpa del Vaticano, secondo gli autori della relazione, consisterebbe nell’aver dichiarato la Russia una sua ”provincia”, e nello spingere alcuni religiosi e laici appartenenti alla Chiesa russa a convertirsi al cattolicesimo. Inoltre viene menzionata come fonte di pericolo il fatto che i religiosi cattolici delle diocesi russe hanno studiato all’estero o, peggio, sono stranieri. Al secondo posto nella lista delle minacce ci sono i protestanti, sempre più numerosi: con la maschera dell’’aiuto umanitario” strappano le pecorelle russe «allo Stato, alle tradizioni del popolo». Subito dopo di loro arrivano gli ”pseudoreligiosi”: sotto questa etichetta gli autori della relazione hanno riunito i testimoni di Geova, la setta del reverendo Moon, Scientology, i satanisti, i seguaci di vari culti orientali, tutti colpevoli di voler «penetrare le strutture dello Stato, dell’esercito e degli organi dell’ordine per raccogliere informazioni, influire sulla presa di importanti decisioni politiche e diffondere un’ideologia di permissivismo ed egoismo». Un testo che sembra tolto di peso dalle pubblicazioni più oscurantiste della corrente reazionaria della Chiesa ortodossa o dagli anni della Guerra Fredda, quando ogni fenomeno negativo non poteva che provenire dall’Occidente. La minaccia del fondamentalismo islamico, considerata la più attuale nel resto del mondo, viene messa in Russia solo al quarto posto, e subito controbilanciata da un riferimento «politicamente corretto» alla pericolosità della teoria sullo «scontro di civiltà». C’è anche un monito contro l’’islamofobia” esplosa dopo l’11 settembre. Le uniche religioni a salvarsi sono l’ortodossia, il buddhismo e l’ebraismo. Per controllare le altre ”minacce” viene proposta la creazione di un ministero delle Religioni con ampi poteri, compreso quello della censura sulle pubblicazioni ritenute discutibili dal punto di vista religioso. Sembra la realizzazione dei sogni più arditi della Chiesa ortodossa, che da anni cerca di riconquistare la sua posizione di religione di Stato: solo qualche settimana fa il Patriarcato ha ottenuto l’introduzione - seppure facoltativa - dell’ora di religione nelle scuole. La rivelazione dei contenuti del documento ha provocato uno scandalo e costretto il ministro delle Nazionalità Zorin a smentire, spiegando che si tratta solo di una bozza di relazione che comunque non contiene le affermazioni citate da ”Gazeta”. Ma i cattolici hanno già accusato diverse volte la Russia di condurre una politica ostile nei loro confronti. Dopo l’istituzione di quattro diocesi russe, il Patriarcato di Mosca ha di fatto rotto il già fragile dialogo con il Vaticano, accusandolo di invasione del territorio spirituale russo. Anche altre religioni, tra cui quella protestante e musulmana, subiscono ritorsioni. Ma solo la Chiesa cattolica è diventata bersaglio di una campagna che vede coinvolti alti esponenti dello Stato. Negli ultimi mesi a cinque vescovi e sacerdoti cattolici è stato ritirato il visto russo, le autorità locali impediscono la costruzione di chiese ”romane”. E ora il Consiglio di sicurezza - presieduto da Vladimir Putin - potrebbe proclamare il cattolicesimo fonte di «estremismo». Anna Zafesova