Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2002  dicembre 18 Mercoledì calendario

Franco Scoglio: allenatore di lotta, non di governo, Corriere della Sera, mercoledì 18 dicembre 2002 Franco Scoglio è allenatore di lotta, non di governo

Franco Scoglio: allenatore di lotta, non di governo, Corriere della Sera, mercoledì 18 dicembre 2002 Franco Scoglio è allenatore di lotta, non di governo. Ormai dovrebbe averlo capito anche lui, ma non ci riesce, infatti è arrivato al Napoli parlando di programmi a lunga scadenza. Franco Scoglio è l’uomo giusto al posto giusto per le situazioni disperate. A patto che non le abbia create. Non c’è nessuno che sappia condurre la guerriglia come lui. una specie di sub-comandante Marcos: bravissimo se parte dal Chiapas e arriva al potere. Viceversa va in paranoia. Lo rivelò in tempi non sospetti la signora Brigitte (ex moglie tedesca): «Ha una paura folle di perdere. Per evitare non gioca neanche più a carte con suo figlio». Laureato in pedagogia con una tesi su ”L’atleta nella vittoria e nella sconfitta” e diplomato Isef, eoliano di Lipari, tollera, ma non ama il titolo di ”Professore”. «Meglio maestro elementare». uomo di sinistra, ma a modo suo. Più anarco-sindacalista che comunista. Al ritorno da una trasferta, con l’aereo costretto ad atterrare a Pisa perché a Genova c’era il vento, fece salire sul pullman della squadra non solo i giornalisti, ma anche qualche sconosciuto passeggero rimasto a terra. Un anno fa, quando Mancini divenne allenatore della Fiorentina senza corsi ed esami, di fronte all’indignazione della categoria, fu l’unico a difenderlo. Non è un tipo giacca e cravatta. A una manifestazione tv si presentò in tuta. Dietro di lui l’autista gli reggeva il vestito. Si cambiò sul posto. Una volta disse: «Mi ha rovinato Berlusconi». Non si trattava di politica, ma del modo di intendere il calcio. Con l’avvento del Cavaliere l’impazienza ha subito un’accelerazione devastante. Scoglio ha bisogno di tempo, non gli si può mettere fretta. Deve costruire un ambiente favorevole a cui regalare perle di vera filosofia: «Oggi faccio un’analisi a 300 gradi. Sessanta li tengo per me». Ha bisogno di un pubblico caldo con cui instaura un rapporto mistico. I tifosi stravedono per lui perché non è politically correct . Non soffia sul fuoco, lo fa divampare. Quand’era al Genoa disse della Sampdoria: « come Dorian Gray, coltiva l’estetismo. E poi cos’ha vinto? La Coppa Italia? Meglio la Coppa del Nonno». Al Genoa due giocatori lo denunciarono per mobbing. Non avevano capito il suo modo di vedere le cose: «La squadra dev’essere libera di potermi odiare». Si rilassa con film western e Topolino, ma non si rilassa quasi mai. Bisogna conoscerlo. un uomo sorprendente. Dice che gli yacht non gli interessano, «mi basta una barchetta per andare a pescare». Però non si è perso una regata di Luna Rossa. Gira con auto improbabili (rischiò la pelle sulla Genova-Livorno), ma sa tutto della Ferrari. Della sua vita privata è gelosissimo. Ieri, al primo allenamento ha indicato la strada: «Voglio giocatori con tre palle. Chi ne ha due va in tribuna». La cosa più vera su di lui l’ha detta Spinelli, suo presidente al Genoa: « stato l’unico allenatore con cui mi sono divertito». C’è chi lo ritiene un parolaio, ma in realtà è un sognatore: il primo non crede a quello che dice, il secondo sì. E, di conseguenza, ogni tanto ci prende. Roberto Perrone