Michele Farina Corriere della Sera, 27/12/2002, 27 dicembre 2002
Corriere della Sera, venerdì 27 dicembre 2002 E’ stata «una formica», forse «una zanzara». Di certo «un insetto», un pappatacio controrivoluzionario che da giorni lo costringe a letto
Corriere della Sera, venerdì 27 dicembre 2002 E’ stata «una formica», forse «una zanzara». Di certo «un insetto», un pappatacio controrivoluzionario che da giorni lo costringe a letto. L’ha colpito tra la «rodilla» e il «tobillo», il ginocchio e la caviglia. Poi una grattata di troppo, una piccola lesione e «i germi opportunisti» che penetrano sotto la pelle. Fidel Castro a rivelare ai cubani questo e altri particolari del «fatto ridicolo e inopportuno che mi ha tolto dalla circolazione», la puntura che gli ha impedito per la prima volta in 25 anni di partecipare, sabato scorso, all’apertura del Parlamento, interrompendo «il mio record olimpico». S’intitola «Cronaca di un riposo» la lettera inviata dal 76enne Fidel al giornale del partito comunista, Granma . Datata 24 dicembre, ore 23 e 30. Settanta righe per tranquillizzare i «compatrioti» che la minaccia è stata sventata: «Sto bene, e mi sento più ottimista che mai sul futuro della rivoluzione». L’1 gennaio 2003 farà 44 anni al potere, Fidel. Una carriera minacciata da una zanzara? «Nella notte del 16 dicembre sento un malessere alla gamba. rossa. Fa male. Mi sembra di ricordare che durante il giorno mi sono grattato proprio lì». Ah, la sua «amata pierna sinistra»: «Con lei ho giocato, corso, scalato». La sua gamba rivoluzionaria: «Mi ha fatto percorrere migliaia di chilometri nella Sierra Maestra, camminare con i soldati a Giron (la Baia dei Porci, n.d.r.)». Addirittura, «è stata la mia guida politica. Non mi ha mai tradito. Non potevo tradirla». I medici consigliano impacchi freddi e gamba orizzontale. Ma il dovere chiama. La sera del 18 c’è l’incontro coi diplomatici stranieri. «A notte fonda mi ritiro e vedo che l’infiammazione è aumentata». Contro «l’inizio di linfangite» non bastano gli antibiotici: «Devo rassegnarmi». A letto. Per i cubani la salute di Castro è un mistero. Tra le sue malattie, vere o immaginarie: il Parkinson, disturbi alla prostata, ictus, problemi di cuore. L’anno scorso collassò sul palco (dopo 9 ore di discorso). Che la storia della puntura nasconda qualcosa di più serio? «Nessuno pensi che ho perso del tempo» scrive lui. «Grazie alla tv sono rimasto in contatto con il mondo. E con il telefono ho lavorato». Quanto? «Sedici ore al giorno». «Ho dormito un’ora o due più del solito e ho avuto più tempo per leggere». Un ozio da ricordare «con la gratitudine riservata ai 22 mesi che passai in prigione dopo il Moncada (il fallito attacco del 1953, n.d.r.)»: «Non ho mai letto così tanto». Poi, «la Rivoluzione e gli impegni ci hanno trasformati in schiavi», scrive Fidel. Che fa una promessa ai cubani: «Giuro che non mi gratterò mai più una puntura di insetto». Michele Farina