la Repubblica, 07/12/2003, 7 dicembre 2003
la Repubblica, 07/12/2003 Credo che a molti sia capitato di aver avuto bisogno di un avvocato. Purtroppo è successo anche a me
la Repubblica, 07/12/2003 Credo che a molti sia capitato di aver avuto bisogno di un avvocato. Purtroppo è successo anche a me. Sono andato, ho chiesto un preventivo, lui ha esaminato la richiesta e ha accettato la causa, pattuendo una parcella da 500 euro. Passano alcuni anni, e l’avvocato vince la causa in primo grado. La sentenza liquida 40 mila euro a me e 3.500 a lui. Poi però l’avvocato pretende altri 8 mila euro brevi manu. Irritato dal comportamento poco professionale, chiedo una regolare parcella. [...] Altro che 8.000 euro, la parcella, giustificata da cavilli legali, è lievitata a 3.500 euro più altri 33 mila. Naturalmente ho chiesto una verifica all’ordine degli avvocati, ma le speranze di veder ridotta la parcella pare siano molto poche. Sapete che una parcella può moltiplicarsi, legalmente, quasi 32 volte? Ecco l’esempio: vantate un credito di 25 mila euro; la tariffa minima, per questa causa, potrebbe essere di circa 950 euro; se vincete e vi vengono riconosciuti mille euro di interessi, la causa assume un valore che rientra nello scaglione superiore, il quale prevede 1.879 euro di tariffa minima e 7.519 di massima; poi, secondo l’articolo 5 comma 3, l’importo della parcella può essere quadruplicato arrivando a 30.078 euro. Pertanto, se vi promettono di seguirvi una causa per 500 euro, fate attenzione, non possono farlo. Perché gli avvocati devono applicare almeno il tariffario minimo, e perché farebbero sleale concorrenza ai colleghi. Lettera firmata