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 2003  dicembre 04 Giovedì calendario

Fabio Fazio sa ammazzare il tempo, ma non sa come il tempo l’ammazza, L’espresso, 04/12/2003 Tre anni fa normalizzava Sanremo in giacca tirolese, dialogava con Gorbaciov e sembrava l’erede di chiunque, di Baudo, di Arbore e di padre Mariano

Fabio Fazio sa ammazzare il tempo, ma non sa come il tempo l’ammazza, L’espresso, 04/12/2003 Tre anni fa normalizzava Sanremo in giacca tirolese, dialogava con Gorbaciov e sembrava l’erede di chiunque, di Baudo, di Arbore e di padre Mariano. Oggi Fazio è un mistero teologico che fa rima con strazio. Una presenza-assenza. Due anni lontano dal video lo avevano prostrato (i miliardi non fanno la felicità e viceversa). Adesso che è tornato visibile è più invisibile di prima. Annunciata come l’ultima perla della televisione intelligente, Che tempo che fa, Raitre, sottotitolo profetico Precipitazioni, colleziona ascolti e gradimenti da freddi siberiani. Costa molto e lascia il tempo che trova. Fabio Fazio non vive di luce propria. una delicata sponda, con una inclinazione alla petulanza. Quel suo incedere farfugliando, una volta era l’indizio sicuro del genio sornione che ha inventato la televisione dell’understatement, oggi è afasia. La sua ultima intervista a Bruno Vespa, uno show da Sor Tentenna, tra impacci e timidezze, che al confronto Socci è Terminator. Vespa lo ha spolpato e deglutito. E alla fine ha sputato gli ossicini.  così. I ragazzi dabbene parlano con grazia del tempo che fa ma soffrono il tempo che passa. Sanno ammazzare il tempo ma non sanno come il tempo li ammazza. Tempi duri. Non bastano più i Baglioni e i buffoni. Non basta nemmeno Ilary Blasi che pure è bella e circonfusa di aura tottesca. Fare spettacolo con le previsioni del tempo è una di quelle sfide impossibili riservate ai fuoriclasse. Vittorio Gassman che declama le ”Pagine Gialle”, Robert Bresson che fa un film sulle pecore in bianco e nero degli intervalli anni ’50. A furia di molestare i luoghi comuni, Fazio è diventato un luogo comune. Non gli resta che imitarsi. Gli ci vorrebbe una botta di fondoschiena, nel senso di uno strip della Blasi, ma anche un’apocalisse in diretta, un diluvio meglio se universale, un Noè da intervistare. Giancarlo Dotto