Liberazione, 31/10/2003, 31 ottobre 2003
Lenin aveva già risolto il problema delle Br Liberazione, 31/10/2003 Caro compagno Curzi, tra i molti suggerimenti e spunti interessanti e costruttivi che ha apportato Rossana Rossanda, bisogna pur sempre esercitare un vaglio critico, e soprattutto non prendere per «oro colato» (come fa provocatoriamente l’agente della Cia G
Lenin aveva già risolto il problema delle Br Liberazione, 31/10/2003 Caro compagno Curzi, tra i molti suggerimenti e spunti interessanti e costruttivi che ha apportato Rossana Rossanda, bisogna pur sempre esercitare un vaglio critico, e soprattutto non prendere per «oro colato» (come fa provocatoriamente l’agente della Cia G. Ferrara) la sua attribuzione del terrorismo tipo Br all’«album di famiglia» ed alle «radici cominterniste», ossia ad una «lettura idealistica, staliniana oltre ogni misura, del partito, del gruppo dirigente che guida le masse». Il terrorismo individuale (tale è quello delle Br vecchie e nuove, malgrado le pretese del tutto irrealistiche di «guerriglia») è stato duramente respinto, un secolo fa, proprio da Lenin nel Che fare?, negandone ogni funzione promotrice o stimolante della lotta di classe. Proprio la concezione leniniana del partito come parte avanzata della classe operaia e delle masse è la confutazione di ogni «propaganda del fatto» (dei «gesti esemplari» più o meno sanguinari), che hanno ben altre radici storiche (i populisti, «liberali con la bomba», gli anarchici di tendenza bakuniniana, soprattutto «individualisti»). Questi sono dati storici incontrovertibili. Le degenerazioni ed i crimini politici dello «stalinismo», compresa la soppressione di comunisti non hanno mai indotto i Partiti della Terza Internazionale, anche «stalinizzata», a deflettere dal ripudio teorico e pratico del terrorismo come metodo di lotta politica (in particolare, in Italia, chi tentò, peraltro per breve tempo, gesti terroristici individuali contro il regime fascista non furono certo i comunisti, ma limitati gruppi anarchici, e anche democratici tipo Giustizia e Libertà). Le leggende sull’humus terroristico che sarebbe stato posto da Pietro Secchia (un dirigente comunista che della lotta di massa e della mobilitazione operaia sapeva qualcosa...) vanno lasciate ai Pansa e Ferrara. Rischio intrinseco di simili formulazioni anti-storiche è quello di accomunare leninismo, stalinismo, terrorismo, e di attribuire ad un demonizzato «comunismo novecentesco» l’ispirazione delle insensate e squallide gesta di gruppuscoli ora più che mai isolati ed estranei alle masse lavoratrici, ma sempre più infiltrati e strumentalizzati dalla provocazione del «sovversivismo delle classi dominanti». Fernando Visentin via e-mail Le vittime dolorose della resistenza irachena Liberazione, venerdì 31 ottobre Caro direttore, posso scrivere, senza essere tacciato di terrorismo, che apprezzo la resistenza degli iracheni all’occupazione americana? Le vittime sono certo dolorose, ma quale altra strada resta ad un popolo umiliato dall’occupazione? Lucrezio ’87 via e-mail