Sebastiano Vassalli Corriere della Sera, 31/10/2003, 31 ottobre 2003
Adel Smith, Corriere della Sera, 31/10/2003 Nel gran trambusto che si sta facendo intorno al crocifisso della scuola elementare di Ofena in provincia dell’Aquila, ciò che personalmente mi colpisce e mi indigna è il caso umano dei due ragazzini, figli dell’ipertrofico e iperattivo Adel Smith, che dovrebbero essere i protagonisti di tutta la vicenda, e che certamente ne sono le vittime
Adel Smith, Corriere della Sera, 31/10/2003 Nel gran trambusto che si sta facendo intorno al crocifisso della scuola elementare di Ofena in provincia dell’Aquila, ciò che personalmente mi colpisce e mi indigna è il caso umano dei due ragazzini, figli dell’ipertrofico e iperattivo Adel Smith, che dovrebbero essere i protagonisti di tutta la vicenda, e che certamente ne sono le vittime. Già prima della sentenza del giudice dell’Aquila, i due tapini, per mesi, sono andati a scuola con il Corano sulla schiena: e chissà com’erano contenti, e come la faccenda favoriva il loro inserimento sociale nella micro-comunità di cui, volenti o nolenti, devono far parte! Ora, siamo tutti pronti a indignarci se un bambino di pochi anni viene usato per vendere droga, o come mercenario di guerre dimenticate; ma l’uso che il signor Adel Smith fa dei suoi figli, apparentemente legittimo, a mio parere è altrettanto violento e in un Paese civile dovrebbe costituire il vero scandalo di tutta la faccenda. Che cosa faranno, da grandi, questi ragazzini usati come truppe d’assalto per la carriera politica del signor Adel Smith? Diventeranno dei kamikaze? Uccideranno il padre? Finiranno come lungodegenti in un reparto neuro? Invece di mandare un ispettore al Tribunale dell’Aquila, io manderei un assistente sociale a casa Smith. Sebastiano Vassalli