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 2003  ottobre 23 Giovedì calendario

La rivincita di un James Dean sopravvissuto a se stesso, la Repubblica, 23/10/2003 «Ho il passaporto in tasca, non sono ubriaco e non mi sento una merda» esordisce Robert Downey jr

La rivincita di un James Dean sopravvissuto a se stesso, la Repubblica, 23/10/2003 «Ho il passaporto in tasca, non sono ubriaco e non mi sento una merda» esordisce Robert Downey jr., taglio di capelli che lascia a desiderare, ma per il resto in ottima forma. Dopo dieci anni di traversie, l’attore esce con un nuovo film, The singing detective, la versione cinematografica della storia di Dennis Potter. «Il mio primo film da più di dieci anni che ho fatto dall’inizio alla fine senza darmi la mazza sui piedi da solo!», dice orgoglioso. Ed ha ragione di esserlo, in questo modo non ha tradito la fiducia del suo amico Mel Gibson, produttore del film, in cui appare nel ruolo di uno psichiatra, che gli ha permesso di lavorare pagando di tasca sua l’assicurazione supplementare senza la quale Downey non può lavorare a Hollywood. Infatti la Fox ha sostituito sia Downey che Winona Ryder (per via del suo recente processo) nel cast del nuovo film di Woody Allen perché non si era raggiunto un accordo sui costi dell’assicurazione collaterale. è così? «Non esattamente. Mi sono tirato indietro io perché volevo lavorare con la Ryder. Se un produttore ti vuole davvero riesce a trovare il sistema per risolvere il problema, come ha fatto Mel. Alla fine del film, quando hanno visto che tutto è andato bene, lo studio gli ha restituito i soldi che aveva speso per me. Dopo Singing Detective ho fatto un film d’azione, Gothika, con Halle Berry, e anche in questo caso il produttore, Joel Silver, ha pagato l’assicurazione senza battere ciglio e alla fine ha ripreso i suoi soldi. Certo, mi sarebbe piaciuto lavorare con Woody Allen ma ho tante altre cose da fare, e una vita da rimettere in piedi». In The Singing Detective lei fa lo scrittore di gialli Dan Dark, immobilizzato in un letto d’ospedale, che passa le giornate immaginando storie fantastiche su un detective privato. «Non sapevo niente della serie tv da cui è tratto il film. Ero a Malibu da un mio amico chiropratico che mi ha dato delle cassette e mi ha detto di guardarle. Erano fantastiche, come non divertirsi con un personaggio del genere, un pazzo allucinato? Era il personaggio ideale per me. Non posso certo dire, con il mio passato, di non potermi identificare con un personaggio così». Ma ora la sua vita è completamente cambiata? «Sono un businessman adesso, non posso permettermi di fare più l’artista ubriaco alla Bukowski. Se 21 anni fa mi avessero detto: hai davanti due strade, una ti porterà alla pazzia, a farti male, ma alla fine crescerai e ne uscirai maturo, con l’altra fra vent’anni starai ancora a fare il cameriere, avrei scelto la prima. Mi ritengo fortunato che le cose siano andate come sono andate, anche con tutti i danni che mi sono fatto. Almeno io ora sono qui, James Dean non ce l’ha fatta. E se sono stato in un coma per 21 anni, so di gente cui sono successe cose peggiori». Silvia Bizio