Camilla Baresani Ventiquattro, 04/10/2003, 4 ottobre 2003
Undici minuti di furba idiozia, Ventiquattro, 04/10/2003 Undici minuti di Paulo Coelho è il romanzo più venduto al mondo negli ultimi mesi
Undici minuti di furba idiozia, Ventiquattro, 04/10/2003 Undici minuti di Paulo Coelho è il romanzo più venduto al mondo negli ultimi mesi. Eppure la storia, la dedica, lo stile, l’incipit sono un concentrato di elementi irritanti, una furba idiozia. Eccovi la ricetta del romanzo: qual è il film romantico di maggior successo degli ultimi anni? Pretty woman. Iniziamo dunque con «C’era una volta una prostituta...», bella (va da sé) e originaria di una cittadina «onesta ma povera» del sertão brasiliano. A Ginevra, dopo nove mesi di lavoro, facciamole incontrare un famoso, ricco, giovane artista, infelice e deluso: sarà amore a prima vista. Torniamo alla ricetta: qual è la religione più diffusa tra i lettori? Il cattolicesimo. Bene: dedichiamo il libro a uno sconosciuto incontrato nella grotta di Lourdes, e citiamo Dio, a proposito o sproposito: «Quando la sua mano mi ha portato al quarto orgasmo, sono entrata in un luogo dove tutto sembrava pervaso di pace; poi al quinto, ho conosciuto Dio. Allora ho sentito che ricominciava a muoversi dentro di me, mentre la sua mano continuava a titillarmi, e ho detto: ”Mio Dio”, abbandonandomi a chissà cosa, all’inferno o al paradiso. Si trattava del paradiso. Io ero la terra, le montagne, le tigri, i fiumi che scorrevano fino ai laghi, i laghi che si trasformavano in mari». Continuiamo: qual è il nome di donna più diffuso e ricordabile in tutte le lingue? Maria, ecco il nome della prostituta. Vogliamo però esser comprensibili a un pubblico ancora più vasto? Maria passeggia per Ginevra: «Sorrise alla presenza invisibile, che assomigliava alla Madonna, alla madre di Gesù». Non basta: la parola più ricercata su Internet è sex? Scodelliamo contenuti porno-soft, che legittimino col marchio new age di Coelho le letture di un benpensante. Pagine di lezioni di sesso, ammannite dallo scrittore per interposto personaggio: dalla bibliotecaria alla clientela sadomaso e alla prostituta brasiliana, tutti dialogano e pensano e scrivono diari con la stessa concettosità, col medesimo lessico. Per spiegare la flagellazione sadomaso, costui parte da Sparta e arriva alle vite dei Santi («il dolore una volta superato è in grado di condurre all’estasi divina»). Un’improbabile bibliotecaria ginevrina di mezz’età rivela a Maria: «Proprio come il clitoride fu un’’invenzione” di quell’italiano, il punto G è una ”conquista” del nostro secolo! Ben presto occuperà i titoli di tutti i giornali, e nessuno potrà più ignorarlo! Riesce a immaginare il momento rivoluzionario che stiamo vivendo?». Sono dialoghi comici, da fratelli Guzzanti, in cui Coelho vuol mostrarsi gran conoscitore del sesso femminile, riducendolo a una questione anatomico-funzionale. E non oso immaginare cosa può succedere nel silenzio delle camere da letto coniugali, dopo che le signore hanno letto Undici minuti: «Si masturbava davanti a lui, pronunciava frasi romantiche e volgari quasi fossero la stessa cosa, aveva un orgasmo dietro l’altro, svegliava i vicini, destava il mondo intero con le sue grida». A ognuno le sue colpe, anche il traduttore ci mette del suo: «mescé dell’altro champagne» («mescé»? versò!), «eppure può essere considerato erroneo» (dal diario della prostituta, «erroneo»!), per arrivare a un vertice di comicità involontaria: «Aprì le gambe, aspettò che lui raggiungesse l’orgasmo (non le sovvenne di fingere di averlo anche lei)».«Vi sovvien», dice Alberto di Giussano: da Carducci a Coelho in Undici minuti. Camilla Baresani