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 2003  luglio 30 Mercoledì calendario

In Groenlandia giocano a pallone per tre giorni all’anno, il Giornale, 30/07/2003 Il pallone degli eschimesi scivola sul ghiaccio e si pianta sulla ghiaia

In Groenlandia giocano a pallone per tre giorni all’anno, il Giornale, 30/07/2003 Il pallone degli eschimesi scivola sul ghiaccio e si pianta sulla ghiaia. In Groenlandia non esiste uno stadio. Non c’è neppure l’erba: non può crescere a 70 gradi di latitudine nord, dove il 90 per cento della superficie è coperta di bianco. Allora t’aspetti che non ci sia calcio: giocheranno a pallamano, magari. O a hockey, meglio. Vero per niente: cinquemila iscritti alla Football association of Greenland, Federcalcio anomala perché l’isola più grande del mondo (da sola è estesa quanto mezza Europa), non è Stato, ma regione autonoma di un Paese 45 volte più piccolo, la Danimarca. Cinquemila calciatori su 55mila abitanti totali, l’immensità di 77 club registrati e un campionato piuttosto particolare. diviso in leghe regionali che si iniziano a luglio quando la temperatura media comincia a diventare accettabile: da zero a 8 gradi. Quattro mini-tornei, le prime due di ogni girone si qualificano per la fase finale. Ad agosto quarti, semifinali e finali a Nuuk capoluogo e città più popolosa con 14mila abitanti scarsi. I play-off si giocano tutti sullo stesso campo, il migliore della regione, in ghiaia. Tre giorni e tutti a casa, prima che faccia buio. Perenne. Il vincitore è il campione della Groenlandia. sempre un affare a tre: B-67 Nuuk, Groenlands Seminarius Sportklub Nuuk e il Kissaviarsuk 1933 di Qaqortoq. A turno, una di queste squadre prende un trofeo e poca gloria, visto che del pallone degli eschimesi non importa a nessuno. Questo fuori, oltre il mare. Dentro, sul ghiaccio, sui fiordi innevati, tra le aurore boreali, foche e merluzzi, il Boldspil (il calcio) è una cosa importante. Andrew Spooner dell’’Observer” è rimasto impressionato: «In ciascun villaggio, i ragazzini prendono una palla e giocano, su lastre di ghiaccio infinite. Il football è lo sport nazionale». Regionale. La Football association (Fga) è stata fondata nel 1971, il primo club esisteva dal 1933 e i campionati si giocavano dal ’58. Oggi, la Fga è la federazione regionale con più iscritti, così come sono un record i 77 club affiliati. Mettono in fila tutte le altre discipline, comprese quelle al chiuso: pallamano (21 squadre, 1.900 atleti), pallavolo (14 e 400), tennistavolo (12 e 500). «Anche all’estero cambierà la considerazione del nostro calcio. Vedrà se cambierà»: in un inglese zoppicante Jens Brinch della Sports confederation of Greenland, il Coni locale, spiega che il futuro sarà diverso. «Abbiamo chiesto di aggregarci alla Fifa e all’Uefa. L’anno prossimo avremo una risposta. E se sarà positiva, allora potremo dire al mondo che esistiamo pure noi». Se Blatter dirà sì, arriverà anche il primo campo vero e omologato. Senza prato: «Avremo l’erba sintetica». Nel frattempo la Groenlandia gioca il suo campionato sulla ghiaia e si diverte a far finta di poter arrivare a un mondiale. Non ci sono stadi, non c’è la nazione, ma c’è la nazionale. una selezione pressoché improvvisata: cacciatori, ingegneri, architetti, operai. Nessuno è pagato, compreso il ct, Jens Tang Olesen. L’unico stipendiato è il supervisore Sepp Piontek: tecnico della Danimarca anni ’80 e della Turchia dell’inizio degli anni ’90 (fino al 1993). «Ha presente una qualsiasi squadra? Be’ noi siamo il contrario»: Niklas Bach Kreutzmann, 20 anni, è uno dei nazionali. «Abbiamo provato ad allenarci anche d’inverno, a trenta gradi sotto zero. finita male: sul ghiaccio molti di noi si sono distrutti le gambe. Allora abbiamo cambiato sistema, per tenerci in forma facciamo altri sport: pallamano e sci alpino». Devono tonificare i muscoli: ogni due anni gli eschimesi partecipano agli Island Games. Gli avversari sono arcipelaghi e atolli del resto del mondo: dalle land alle Falkland, dalle Faroer a Sant’Elena, dalle Shetland alle Sark, da Gotland all’Isola di Wight. Tre settimane fa l’ultima edizione nelle Guernsey, Gran Bretagna. La Groenlandia ha portato ai giochi una squadra giovane: età media 23 anni. Cinque partite, tre sconfitte, due vittorie. Alla fine è stato decimo posto, su 18: «Si giocava sull’erba». Giuseppe De Bellis