il Riformista, 31/07/2003, 31 luglio 2003
Castellilas nel fosso di Helm, il Riformista, 31/07/2003 La battaglia del fosso di Helm, dove il valoroso Castellilas si ricoprì di gloria, sarà ricordata per sempre nei libri di storia
Castellilas nel fosso di Helm, il Riformista, 31/07/2003 La battaglia del fosso di Helm, dove il valoroso Castellilas si ricoprì di gloria, sarà ricordata per sempre nei libri di storia. La trappola tesa alle forze del bene da Pierfingard il Bianco, signore di Infingard, e da Buttigliard il grigio, signore di Kirkegaard, scattò con la stessa rapidità con cui la mano del nano afferra l’ascia all’avvicinarsi dei rossi elfi dalle diafane mani pulite. Il più potente esercito che avesse mai solcato la Terra di Centro, fatto di principi neri, orchetti e follini, tagliava ogni via di fuga alla compagnia dell’Anello: il piccolo hobbit Frode Baggins, il rude guerriero Bossimir (misteriosamente scomparso), il principe dei Nani delle miniere Gimli Tre Monti e il biondo Lettalas, re degli Elfi Soavi. E così, mentre le oscure schiere si avvicinavano, Frode ripensò all’offerta che gli era stata fatta appena poche settimane prima. Quella notte – che pure ora gli appariva così lontana – nel magico reame degli Elfi del Colle, a Lodorien. Gli avevano offerto di restare per sempre in quella terra sospesa, immune al travaglio dei mortali, nel regno degli Eletti. E forse, a spingerlo ancora sul suo cammino, più che l’urgenza della sua missione, più che l’impegno preso con i compagni, era stato proprio il timore di non poter essere per sempre tra gli Eletti. Frode era ancora immerso in quei tristi ricordi, quando un urlo selvaggio lo svegliò con un brivido di orrore. Dai quattro colli che circondavano il fosso di Helm, come avvoltoi all’odore della preda, ora anche i terribili zulueti si univano agli orchetti di Pierfingard. Dunque, sarebbe finita così? Il diabolico traditore si sarebbe impossessato dell’Anello del potere? Non capiva di essere solo un servo sciocco, proprio come il povero Scalfaron, che avrebbe consegnato la Terra di Centro nelle mani dell’oscuro Sire? Frode non riusciva a guardare. Cercava di convincersi di essere altrove, in un paese lontano. Al sicuro, tra amici, in un fresco giardino ai piedi di una grande casa bianca. Il nemico aveva ormai superato anche il trombatorrione. D’un tratto, però, il cupo suono del corno di Gondor, per la prima volta dalla scomparsa di Bossimir, tornò ad echeggiare nella Terra di Centro. Le orde nemiche ondeggiarono. Un uomo solo a cavallo ne fendeva le schiere, roteando la pesante spada di lega nordica. Castellilas, fratello di Bossimir, era uscito in campo aperto a fronteggiare il nemico tanto superiore di numero. Nuvole nere di frecce avvelenate si addensavano sul suo capo. «Torna indietro, idiota», gridò il piccolo Frode. Ma il valoroso Castellilas, ormai, non poteva sentirlo.