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 2003  luglio 24 Giovedì calendario

La bellezza della pubblica amministrazione, Corriere della Sera 24/07/2003 Milano. «Non basta dare efficienza, trasparenza, risposte rapide ai bisogni dei cittadini

La bellezza della pubblica amministrazione, Corriere della Sera 24/07/2003 Milano. «Non basta dare efficienza, trasparenza, risposte rapide ai bisogni dei cittadini. Dobbiamo dare anche bellezza». Prego? «Sì, lo so, in politica non si parla mai di bellezza, ma la sfida del buon governo passa anche attraverso la bellezza. un obiettivo che dobbiamo porci». Roberto Formigoni ha convocato i vertici della Regione Lombardia, 600 fra dirigenti e quadri, e ha lanciato la nuova parola d’ordine. Sbigottimento generale, qualche primo timido intervento e subito si è aperta una discussione vera. Perché il tema della bellezza è già di per sé delicato (che cos’è il bello?). Se poi lo si applica alla pubblica amministrazione (chi decide che cosa è bello?) rischia di diventare esplosivo. E comunque intrigante. Formigoni non si tira indietro. E ha già messo nel conto le obiezioni di chi considera il bello superfluo e chiede prima l’indispensabile. «La bellezza non va inventata, è già nella realtà: va svelata, va portata alla luce» spiega. E cita Michelangelo, il quale a chi gli chiedeva come avesse fatto a trasformare la pietra in quella struggente meraviglia che è la Pietà, rispose: «La bellezza era già nel blocco di marmo. Io non ho fatto altro che togliere il superfluo». Che cos’è la bellezza? « qualcosa dentro la realtà, dentro l’uomo. il fine. Le cose hanno un’armonia in sé: il bello, il buono e il vero si riassumono nell’unità dell’essere». C’è qualcosa di religioso in questa idea della bellezza? «L’uomo è fatto costituzionalmente del desiderio di felicità e di bellezza. Don Giussani, e io con lui, lo chiama sentimento religioso. Ma non è legato a una religione strettamente praticata. Per spiegarci il bello, ci leggeva pagine di Montale, di Leopardi, di Pasolini che non erano certo dei credenti praticanti». Dunque la bellezza come strada per raggiungere la felicità? «Diciamo che nella tensione alla felicità e alla bellezza l’uomo si realizza. Ma deve essere onesto con se stesso e non fermarsi all’apparenza superficiale delle cose. La bellezza di una donna o la bellezza di una montagna non coincidono con la bellezza dell’Essere, ma ci parlano di quella bellezza che in parte velano e in parte svelano». Fin qui siamo alla filosofia, ma poi la bellezza come entra nell’azione di governo? «Ho chiesto ai dirigenti di mettere nelle cose che fanno questa dimensione in più, questa attenzione in più». In concreto? «La ristrutturazione del grattacielo Pirelli dopo il disastro dell’aereo che si è schiantato contro la facciata. Potevamo limitarci a riparare i danni e invece abbiamo deciso per un restauro conservativo basato sui disegni e sulle fotografie dell’epoca, attento ai particolari. In origine, ad esempio, i pavimenti erano di gomma gialla striata di nero. Giò Ponti lo chiamava il «Giallo fantastico»; la Pirelli produceva la gomma e lui andava di persona a versare la vernice nera nell’impasto per produrre le striature. Ad ogni impasto le striature erano diverse. Noi non pensiamo di rifarlo identico, perché imitare Giò Ponti senza avere il suo genio significherebbe scimmiottarlo. Però studiamo come ricreare quello spirito». Bellezza applicata all’architettura? «Certo, ma non solo. Per il nuovo Polo della Fiera a Rho non ci siamo limitati a fare in fretta, abbiamo voluto un bel progetto: c’è un corridoio centrale largo 60 metri e lungo 1.200 coperto da una cupola di acciaio e cristallo. Lo stesso per il quartiere che sarà dismesso dalla Fiera in città: avremmo potuto limitarci a vendere l’area al miglior offerente per finanziare il Polo esterno e invece con il Comune stiamo lavorando perché diventi un’area superbella, con spazi verdi, acqua in movimento, funzioni nobili. L’elenco è lungo: la bellezza sarà la caratteristica della nuova sede della Regione; alla bellezza stiamo recuperando i Navigli; la bellezza sarà nelle foreste che stiamo costruendo - e uso volutamente questo termine - e che abbiamo inserito fra le opere infrastrutturali. La bellezza è un bene per i cittadini ma può essere anche un biglietto da visita, un prodotto d’esportazione». In che senso? «In Cina abbiamo portato il Piccolo Teatro e a Pechino stiamo lavorando al recupero della Città Proibita che poi vedrà la presenza delle nostre imprese della moda e del design. In Sudafrica abbiamo portato un gruppo di personalità della cultura. In Libia vogliamo organizzare un concerto nel teatro romano di Leptis Magna. Insomma, la bellezza è diventata una componente delle nostre relazioni internazionali». La bellezza costa? «Costa sicuramente in termini di impegno personale, di attenzione. In alcuni casi costa anche soldi». Cosa pensa della bellezza femminile? « fondamentale». Bellezza e politica: Berlusconi è bello? « attento alla bellezza. Quando ospita appuntamenti internazionali si occupa anche dei particolari, come le fioriere. Qualcuno storce il naso e invece è il segno della sua attenzione alla bellezza». Il linguaggio di Bossi è bello? «No, e lo sa anche lui. Ma è una scelta di stilemi semplificati e di impatto». Qualche anno fa, lei ha lanciato ai lombardi l’appello a fare figli. Poi ha invitato i giovani a occuparsi di politica. Questa volta qual è il messaggio? «Cerchiamo insieme la bellezza. Non c’è bisogno di inventarla, dobbiamo soltanto svelarla». Claudio Schirinzi