Vladimir Sapozhnikov Il Sole-24 ore, 01/06/2003, 1 giugno 2003
In Russia i ricchi tengono i soldi sotto il materasso, Il Sole-24 ore, 01/06/2003 Mosca. L’anno prossimo in Russia sarà abolito il sistema di controlli delle cosiddette «grandi spese» in base al quale gli organismi fiscali avevano il diritto di esigere delle spiegazioni riguardo alla provenienza del denaro, utilizzato per gli acquisti superiori a 3
In Russia i ricchi tengono i soldi sotto il materasso, Il Sole-24 ore, 01/06/2003 Mosca. L’anno prossimo in Russia sarà abolito il sistema di controlli delle cosiddette «grandi spese» in base al quale gli organismi fiscali avevano il diritto di esigere delle spiegazioni riguardo alla provenienza del denaro, utilizzato per gli acquisti superiori a 3.000 dollari. In questo modo il Governo russo aveva cercato di combattere l’evasione fiscale. Ma i risultati ottenuti sono stati ritenuti «deludenti»: «Il controllo costa molto, ma rende poco», ha costatato il premier Mikhail Kasianov. A un primo sguardo, l’esistenza di una simile norma in un Paese dove lo stipendio medio ufficialmente registrato è pari a 4.600 rubli al mese (140 euro al cambio attuale), può sembrare assolutamente priva di ogni senso. Ma in realtà i segni del crescente benessere si vedono ormai dappertutto e solo lo scorso Natale i russi hanno speso in regali oltre tre miliardi di dollari. Per il numero delle auto di lusso la capitale russa non ha niente da invidiare né agli Emirati degli sceicchi petroliferi, né al Principato di Monaco. Boutique e negozi offrono prodotti di lusso mentre una spesa standard, fatta in un supermercato moscovita, può costare uguale o addirittura più cara di una spesa identica fatta a Milano o a Parigi. Non è difficile: il 70 per cento dei generi alimentari e dei beni di consumo venduti a Mosca è importato e comincia a costare il doppio dopo aver varcato il confine. Quest’anno, nella famosa lista del mensile britannico "Forbes" degli uomini più ricchi del pianeta sono stati inclusi 17 miliardari russi (nel 2002 erano solo sette). L’uomo più ricco della Russia, e il numero 26 nella classifica di ”Forbes”, è Mikail Khodorkovskij - presidente della compagnia petrolifera Yukos, che dopo la fusione con Sibneft si è posizionata al settimo posto tra le major a livello mondiale - con un capitale personale pari a otto miliardi di dollari. «In realtà sono ancora più ricchi - sostiene l’economista Viktor Panov - e questo perché la capitalizzazione delle compagnie russe è molto più alta rispetto alle valutazioni attuali». Per soddisfare la domanda sempre più esigente dei nuovi ricchi russi, anche Mosca ha avuto l’anno scorso una sua «via Montenapoleone»: si chiama Tretjakovskij proezd e ospita le griffe più celebri da Zegna a Frette e a Prada, da Chopard a Bulgari e a Tiffany & Co. L’idea di creare questo «scrigno d’oro» , sotto forma di franchising nel centro storico della capitale russa appartiene al gruppo Mercury, leader assoluto nel commercio dei prodotti di lusso: dopo aver registrato nel 2001 un fatturato di 150 milioni di dollari, l’anno scorso la cifra è stata raddoppiata. Alla fine del 2002 Mercury ha cominciato a importare le auto sportive dell’inglese Bentley e ora conduce attivamente una trattativa con la Ferrari: «Vogliamo lanciare in Russia un vero mercato delle auto sportive", ha dichiarato l’amministratore delegato di Mercury, Alexandr Reebok. Ma già adesso i felici proprietari delle super-sportive, con il cavallino rampante in Russia di certo non mancano: «Quando comprai nel 2001 in Italia la mia ”rossa”», ha raccontato Oleg Tinkoff, titolare di una fabbrica di birra - «il dealer mi chiese come mai a soli 10 anni dalla scomparsa dell’Unione Sovietica in Russia ci fossero così tante persone ricche: dei suoi ultimi 10 clienti otto parlavano in russo». Oltre ai beni di lusso, anche il mercato immobiliare sta vivendo un boom vero e proprio: nel 2002 i prezzi delle case a Mosca sono schizzati alle stelle. Per un metro quadro di superficie nelle zone più prestigiose si chiedono da 3.000 a 6.000 dollari. Anche i costi d’affitto sono ormai paragonabili alla media occidentale: l’affitto un appartamento di 100 metri quadrati in zona centrale può costare dai 1.500 dollari per un trilocale coi mobili vecchi e senza alcun restauro, ai 6/10 mila dollari al mese per un appartamento rinnovato, con i mobili italiani, vasca da bagno con idromassaggio e l’aria condizionata. Nel 2002 la capitale russa, si é trovata al quarto posto (dopo Londra, Tokio e Parigi) tra le città più care del mondo per l’affitto degli uffici. Secondo l’Agenzia americana Cushman & Wakefield, il costo di un metro quadrato di uffici a Mosca è aumentato del 18 per cento, salendo a 985 euro di media all’anno. Nonostante il fatto che a Mosca il tasso di redditività degli investimenti nella costruzione degli edifici ad uso uffici sia pari al 13-18 per cento e superi notevolmente i rispettivi indici di tutte le capitali europee, la scarsità degli uffici della classe ”A” è notevole. Il vero «must» degli ultimi due anni per i nuovi ricchi russi, che al mese guadagnano da 500mila dollari in su, è di trascorrere le vacanze estive sulla Riviera francese. Sono loro i veri frequentatuori dei ristoranti e dei night più prestigiosi e cari. Il budget delle feste private, come ”Samogon-Party” (Samogon è la vodka distillata clandestinamente a casa, ndr) organizzata della moglie del vicepresidente di Norilsk, Nickel Dmitry Zelenin, o il compleanno del presidente del gruppo industriale Evrochim, Nikolaj Levitsky, può tranquillamente superare 1/2 milioni di euro. I titolari delle compagnie petrolifere, delle banche commerciali e delle holding finanziarie-industriali che nel giro di 5-10 anni hanno messo su delle ricchezze enormi, comprano a valanga ville e yacht, affittano aerei privati ed elicotteri per poter spostarsi facilmente da una festa all’altra. Il valore della villa Chateau de La Garope Cap d’Antibes dell’oligarca Boris Berezovskij, ex eminenza grigia del Cremlino ai tempi del presidente Boris Eltsin, è stimata a 150 milioni di euro, mentre lo yacht ”Le Grand Blue” di 108 metri, una delle «gemme» della flotta russa, è stato venduto a un finanziere anonimo di Mosca per 90 milioni di dollari. Per aiutare i russi a sentirsi a proprio agio nei paradisi per i ricchi l’autorevole settimanale ”Kommersant-Money” ha addirittura pubblicato una specie di «vademecum dell’oligarca» descrivendo con molta puntualità la lista dei prezzi degli yacht, delle ville, degli alberghi e dei ristoranti di lusso, sotto i quali non bisogna scendere per non «perdere la faccia» agli occhi del beau monde russo e internazionale. Secondo le statistiche ufficiali, nel primo trimestre del 2003 il 10 per cento dei russi più agiati controllava il 29,6 per cento di tutti i redditi in denaro. Nelle grandi città si sta consolidando rapidamente una classe media che può vantare salari quasi «occidentali» pari a 2.000-3.000 euro al mese. Stando ai risultati, di un sondaggio, condotto dall’American Express, in Russia esiste un’ampia ricchezza nascosta, basata sul lavoro «in nero» e sull’evasione fiscale dilagante. Una famiglia russa tiene a casa in media 6.980 rubli (210 euro) in contanti. Inoltre una famiglia su due tiene «sotto i materassi», anche 860 dollari. «La popolazione urbana della Russia tiene a casa in contanti 243,7 miliardi di rubli (7 miliardi di euro circa) e 13,5 miliardi di dollari», ha dichiarato il portavoce dell’AmEx Russia, Alexej Maslov. Invece, secondo le stime del ministro del Lavoro, Alexandr Pochinok, i risparmi in valuta pregiata dei russi ammontano attualmente a oltre 30 miliardi di dollari. In contanti naturalmente. A Mosca e a San Pietroburgo ogni famiglia tiene a casa rispettivamente 1.218 e 819 dollari. «Tre milioni di famiglie moscovite possiedono di 3,8 miliardi di dollari e somme altrettanto consistenti in rubli. A Pietroburgo 2,5 milioni di famiglie hanno oltre 2 miliardi di dollari, più i rubli», ha dichiarato Maslov, secondo cui la gente non ha ancora molta fiducia nelle banche commerciali, sa poco o niente di investimenti e non ha certezza del domani. Infatti il 77 per cento degli intervistati ha dichiarato che «mette i soldi da parte per spenderli e non per risparmiare». Vale a dire che il denaro in Russia c’è. « importante riuscire a trovare un sistema per canalizzarlo. Chi saprà far bloccare la fuga di capitali e far funzionare i miliardi che i russi tengono ”sotto i materassi”, farà girare l’economia», ritiene il finanziere Igor Burkov. Nel 2002 gli investimenti diretti stranieri nell’economia russa sono stati pari a soli 4 miliardi di dollari. E mentre il sistema bancario russo non è ancora in grado di garantire un servizio adeguato ma soprattutto affidabile ai piccoli risparmiatori, gli istituti di credito stranieri cominciano a offrire degli strumenti finanziari volti a proteggere dalla svalutazione il denaro nascosto dei russi. Secondo l’analista della compagnia di investimento Troyka Dialog, Andrej Ivanov, «è il momento d’oro per gli istituti di credito occidentali che godono in Russia di un tasso, di fiducia piuttosto alto». Vladimir Sapozhnikov