Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  maggio 24 Sabato calendario

I ”voucher” per colf, giardinieri e baby sitter La Stampa, 24/05/2003 Cinque ore di baby sitter, il fine settimana del cameriere in pizzeria, la giornata del giardiniere saltuario: regolarizzare le micro prestazioni di mano d’opera, finora rimaste nel sommerso, diventerà possibile grazie ai ”voucher”, buoni di piccolo taglio (10, 20 o 50 euro) equivalenti a una o più ore di lavoro, da acquistare nelle edicole e da cambiare per il corrispettivo in denaro negli uffici postali

I ”voucher” per colf, giardinieri e baby sitter La Stampa, 24/05/2003 Cinque ore di baby sitter, il fine settimana del cameriere in pizzeria, la giornata del giardiniere saltuario: regolarizzare le micro prestazioni di mano d’opera, finora rimaste nel sommerso, diventerà possibile grazie ai ”voucher”, buoni di piccolo taglio (10, 20 o 50 euro) equivalenti a una o più ore di lavoro, da acquistare nelle edicole e da cambiare per il corrispettivo in denaro negli uffici postali. una delle novità previste dalla legge delega sul lavoro ispirata da Marco Biagi e illustrata ieri in un convegno a Mestre da Luca Meldolesi, presidente del Comitato nazionale presso la Presidenza del Consiglio per l’emersione del lavoro non regolare. L’idea del voucher per i piccoli lavori saltuari, sostanzialmente impossibili da regolarizzare, è nata dalla ”scuola di Modena”, il gruppo con cui lavorava Biagi, ed è stata tradotta in proposta legislativa dal Comitato per l’emersione del lavoro sommerso. Lo scopo - ha spiegato Meldolesi - è consentire alle famiglie italiane di regolarizzare il rapporto con chi offre queste prestazioni spesso domestiche, e alle decine di migliaia di baby sitter, colf ad ore, camerieri del week end di percepire i compensi alla luce del sole. In più, versando una piccola parte di contributi. I ”voucher”, infatti, dovrebbero comprendere nel costo una parte legata al compenso effettivo ed un’altra al contributo previdenziale. Quest’ultima sarebbe trattenuta dall’erario, attribuendola a chi la versa, nel momento del cambio del buono in denaro all’ufficio postale. Una novità assoluta per l’Italia, ma non per altri Paesi europei come Francia, Germania e Belgio. Secondo Meldolesi, tuttavia, la forma più flessibile e adatta per l’Italia è quella in vigore in Belgio. «Secondo me - ha osservato Meldolesi - bisogna creare una condizione di grande libertà. La persona che svolge questi piccoli lavori diventa regolare, punto e basta. E non sarebbero i buoni un ulteriore forma di controllo, ma forme facilmente negoziabili che anche in economia vengono definite ”quasi denaro”».