Gianni Dragoni Il Sole-24 Ore, 30/04/2003, 30 aprile 2003
La Florentia Viola promossa sul campo (ma i suoi conti rimangono in rosso), Il Sole-24 Ore, 30/04/2003 Roma
La Florentia Viola promossa sul campo (ma i suoi conti rimangono in rosso), Il Sole-24 Ore, 30/04/2003 Roma. Promossa in campo, non nei bilanci. Per la Florentia Viola Spa di Diego Della Valle, il primo appuntamento con i conti è in rosso. A ridosso della promozione dalla C2 alla C1, la società di calcio che nell’agosto 2002 ha ereditato il titolo sportivo dalla Fiorentina sta per procedere a una ricapitalizzazione, per coprire le perdite di gestione fino al 31 marzo 2003, che si aggirano sui quattro milioni di euro, secondo fonti della società. Questo risultato è il saldo tra circa cinque milioni di ricavi e nove milioni di costi, compresi gli stipendi di calciatori e tecnici e gli ammortamenti. L’imprenditore delle Tod’s, secondo fonti della società, coprirà integralmente il passivo con l’immissione di risorse finanziarie, per circa quattro milioni. Le decisioni sono rimesse all’assemblea degli azionisti della Florentia Viola, convocata dal presidente Gino Salica per il 12 maggio. La parte straordinaria dell’ordine del giorno prevede la «situazione patrimoniale ed economica al 31 marzo 2003; deliberazioni inerenti e conseguenti». Nel gergo societario questa formulazione allude alla necessità per gli amministratori di sottoporre «senza indugio» i conti agli azionisti perché le perdite hanno superato un terzo del capitale (articolo 2446 del Codice civile). Nei casi più gravi può esservi l’erosione del capitale sotto il minimo legale, che per le Spa è di 103mila euro (artico1o 2447). Fonti della Florentia precisano che ricorre l’articolo 2446. Il capitale sociale, interamente versato, è di 7,5 milioni di euro. I mezzi propri, una volta dedotta la perdita al 31 marzo, si aggirano sui 3,5 milioni. In questi casi il Codice civile consente ai soci, in alternativa alla ricapitalizzazione, la semplice copertura senza esborso di denaro, attraverso la riduzione del capitale di importo pari alle perdite oppure il rinvio «a nuovo», senza svalutare il capitale e senza versamenti, fino all’esercizio successivo. Ma Della Valle ha preferito intervenire subito, senza neanche attendere l’approvazione del bilancio al 30 giugno 2003, per riportare i mezzi propri alla consistenza iniziale. Il suo impegno finanziario nella società di calcio salirà così dai 7,5 milioni già versati a circa 11,5 milioni di euro. Per una società di serie C si tratta di somme superiori alla media. Le cifre rispecchiano le ambizioni della Florentia, costretta l’anno scorso a ripartire dalla C2 per la dissoluzione della Fiorentina di Vittorio Cecchi Gori, ma intenzionata a riconquistare in fretta la serie A. Secondo stime della società, per l’intera stagione fino a giugno il costo degli stipendi dei calciatori e tecnici, includendo il premio promozione, è intorno ai sei milioni di euro: più dei ricavi, ormai quasi interamente realizzati, che si attestano sui cinque milioni. Tra i proventi è iscritto il mezzo milione di euro versato dallo sponsor, FondiariaSai di Salvatore Ligresti. L’assemblea ha all’ordine del giorno anche, nella parte ordinaria, l’ampliamento del consiglio di amministrazione, la nomina di amministratori, gli emolumenti ai componenti del cda e del collegio sindacale. I consiglieri in carica sono 12. L’assemblea è chiamata ad approvare la nomina di due consiglieri cooptati di recente al posto dei dimissionari, il sindaco Ds di Firenze Leonardo Domenici e l’assessore allo Sport Eugenio Giani. Con queste dimissioni Della Valle punta a migliorare i rapporti con il centrodestra. Uno dei cooptati è Matteo Montezemolo, figlio di Luca, presidente della Ferrari e socio di Della Valle in alcune imprese, tra cui la Imprenditori Associati che è in gara per la privatizzazione dell’Eti (tabacchi). L’altro neocooptato è Sandro Mencucci, il commercialista fiorentino che ha assistito Della Valle nell’agosto 2002, quando ha costituito la Florentia: adesso è stato chiamato a collaborare più da vicino alla gestione. Gianni Dragoni