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 2003  febbraio 20 Giovedì calendario

Montmartre come Forcella, Corriere della Sera, 20/02/2003 Una mattina che uno di noi era senza nero, chiese in prestito il blu: era nato l’impressionismo

Montmartre come Forcella, Corriere della Sera, 20/02/2003 Una mattina che uno di noi era senza nero, chiese in prestito il blu: era nato l’impressionismo. Oggi, la frase, attribuita a Renoir, andrebbe cambiata più o meno così: una mattina che uno di noi aveva bisogno del nero, lo rubò a un collega che si rivolse al sindacato che si rivolse a sua volta alla polizia. Gli chiesero il passaporto e la nazionalità, la patente di pittore, il diritto all’occupazione di pochi centimetri quadrati di suolo pubblico e poi decisero che non era un artista, ma un clandestino e lo cacciarono a calci nel sedere: sono nati lo sfruttamento turistico regolamentato della Place du Tertre di Montmartre e il ritratto bohèmien con ricevuta fiscale. Così vorrebbero la prefettura di Parigi, l’associazione turistica del quartiere, i negozianti più potenti e almeno una parte dei pittori che da più tempo si sono installati da queste parti. Così all’illusione che un giorno qualcuno scopra un artista si è sostituita l’illusione di regolamentare un business. Oppure, come sostengono gli artisti espulsi, di dividere il bottino fra la mafia del Sacre Coeur. Ogni ritratto viene fatto pagare 15 o 20 euro, ma un turista giapponese in viaggio di nozze può convincersi a sborsarne anche 50. Una giornata di fogli e carboncino può valere 300 euro esentasse. A sentire qualche commerciante e André Roussard, noto gallerista e promotore della lotta al ritratto clandestino, i pittori inseguono i turisti fin dentro le boutiques, nessuno può sfuggire, senza contare qualche caso di borseggio. «Vogliono privatizzare la piazza, tenersi l’80 per cento del suolo per i ristoranti, ma daremo battaglia», replicano gli artisti come Ivanko, nome d’arte di un pittore serbo che, come altri colleghi multati e allontanati dalla polizia, ha iniziato la battaglia contro il municipio del quartiere e vorrebbe far intervenire la Lega dei diritti dell’Uomo. Un altro che ha ottenuto il posto fisso nella piazza sostiene che «è solo questione di soldi e conoscenze». Basta pagare. Insomma, Montmartre come Forcella, tanto che l’ordinanza della Prefettura, fatta rispettare a colpi di multe e sequestri di cavalletti da un’apposita «brigata anti pittori», prevede il divieto di fare ritratti non autorizzati dalle 10 del mattino alle 8 di sera (fino alle 10 d’estate) e consente soltanto a 280 artisti regolari il permesso di lavorare nella celebre piazzetta. Se migliaia di giovani di belle speranze e potenziali artisti, dall’Ottocento in poi, non avessero affollato place du Tertre, probabilmente non avremmo mai conosciuto Renoir e Modigliani, Picasso, Utrillo, Toulouse Lautrec, quel gruppo di straordinari personaggi che lasciarono ai posteri, oltre alle loro opere, il mito della piazzetta a due passi dal Sacro Cuore, il luogo più visitato di Parigi dopo la Tour Eiffel, celebrato nei film e nei romanzi, nel melodramma e nell’angolo di cuore che ogni turista riserva ai ricordi. Chi non si è soffermato ad osservare i ritrattisti all’opera? Chi non ha ceduto alla tentazione del proprio ritratto o di quello della persona amata? E chi non ha pagato per queste emozioni semplici, senza nemmeno pretendere qualità dell’opera e fedeltà ai lineamenti? Il problema, a Montmartre, è proprio questo. La tradizione e la domanda hanno moltiplicato l’offerta e place du Tertre è stata invasa da ogni genere di presunto artista e di autentico bohèmien globalizzato: esuli dei Balcani, immigrati magrebini, abilissimi e velocissimi bozzettisti orientali, che si sono aggiunti all’insopportabile suk di t-shirt, quadretti turistici made in Taiwan, moda italiana d’imitazione. Il turista a passeggio, prima di un soggetto d’ispirazione artistica, è ormai una preda contesa, da venditori e saltimbanchi, mimi e ritrattisti, che hanno finito per occupare anche le viuzze laterali, i tavolini dei ristoranti, le terrazze panoramiche. Il successo del film «Amelie Poulain» ha rilanciato il quartiere: bar fumosi e negozi decadenti sono diventati locali e boutiques di lusso. Crescono i prezzi delle case, di loft e studi per autentici artisti del superfluo: fotografi e disegnatori di moda. Così si è imposta l’operazione pulizia, che spazza via gli ambulanti armati di fogli e carboncino, quelli che, come Leonardo Di Caprio, si sono imbarcati all’ultimo momento sul Titanic dei sogni. E siccome siamo in Francia, ecco l’immancabile commissione artistica del Municipio, composta da membri della corporazione e funzionari pubblici, che esaminerà i requisiti del futuro ritrattista di place du Tertre, quello che, pagate le imposte e 90 euro di parcheggio annuali, avrà superato l’esame: qualità, assenza di precedenti penali, fissa dimora, in regola con il fisco. Modigliani e Picasso verrebbero probabilmente espulsi o, come fecero davvero, se ne sarebbero andati a Montparnasse. Massimo Nava