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 2003  gennaio 28 Martedì calendario

Cirami è l’eroe degli idraulici, Corriere della Sera, 28/01/2003 Idraulici accusati di calunniare il cliente che ne ha denunciato l’esosità, produttori di provoloni che addebitano a un complotto bancario la propria condanna per calunnia di 7 magistrati, professoresse accusate di assenteismo che si dolgono dell’«ostilità» di una città dove adesso vengono controllate a scuola

Cirami è l’eroe degli idraulici, Corriere della Sera, 28/01/2003 Idraulici accusati di calunniare il cliente che ne ha denunciato l’esosità, produttori di provoloni che addebitano a un complotto bancario la propria condanna per calunnia di 7 magistrati, professoresse accusate di assenteismo che si dolgono dell’«ostilità» di una città dove adesso vengono controllate a scuola. Ma anche boss della camorra che denunciano «martellanti campagne di stampa», detenuti per strage che non si sentono abbastanza garantiti, imputati di omicidio che temono «l’opinione pubblica», criminali di guerra che nelle toghe lamentano «indebite anticipazioni» di giudizio sulle foibe. Una calamita: in poco meno di tre mesi dall’entrata in vigore l’8 novembre scorso, la nuova legge Cirami sul trasferimento dei processi per «legittimo sospetto» ha già irresistibilmente attratto (e «congelato» in attesa della decisione della Cassazione) un gran numero di processi in tutta Italia. Compreso ieri a Milano quello a 14 algerini presunti fiancheggiatori del «Gruppo islamico armato» (Gia): quando ormai il pm Stefano Dambruoso stava per iniziare la requisitoria, ecco spuntare (da 4 degli imputati) la domanda in Cassazione di trasferimento del processo, a loro avviso viziato a Milano da «un clima che, creato ad arte dai mezzi di informazione e alimentato da gruppi e partiti intolleranti e razzisti, ha finito con il ripercuotersi all’interno» dell’aula. Le avvisaglie dell’utilizzo della nuova legge, del resto, erano sgocciolate già l’8 novembre da una tubazione riparata a peso d’oro: quel giorno, i primi a invocare lo spostamento del processo sono 4 idraulici che non ritengono «sereni» tutti i gip romani, da anni sommersi di carte bollate contro il cliente che, denunciando gli operai per estorsione, ne era stato denunciato per calunnia. Debutta il 13 novembre a Messina il rapinatore che, rubata la pistola a un poliziotto, lo addita perciò quale «parte lesa privilegiata». Ma viene presto surclassato a Bergamo dalla creatività di due professoresse di liceo che, processate per 551 giorni di assenze l’una e 399 l’altra (in 7 anni), il 17 novembre traggono la convinzione di una «persecuzione» dalla serie di controlli che la scuola ora riserva loro. Brandiscono la Cirami 20 mafiosi messinesi dell’«operazione Peloritana» (24 delitti), vi si appella a Pescara il sospetto violentatore di un 13enne. Ma i più intraprendenti si sono portati avanti: già prima della Cirami c’era a Milano chi (un albanese accusato di resistenza a pubblico ufficiale) chiedeva inutilmente lo stop del processo perché il giudice gli aveva bocciato alcuni testi: «E’ cronaca parlamentare di questi giorni... ». Il tempo di attendere l’entrata in vigore della Cirami, e l’istanza va a bersaglio. Più sottile, a Napoli il camorrista capoclan dei «casalesi», Francesco «Sandokan» Schiavone impugna la Cirami per «difendere» giudici «onesti e preparati» da «una martellante campagna di stampa». E anche il bosniaco accusato d’aver assassinato una imprenditrice veneta vuole giudici lontani da Belluno per timore che «le forti prese di posizione dell’opinione pubblica» li condizionino. Via da Palmi è la linea dell’imputato di una strage familiare in Belgio nel 1993 (moglie, amante e suoceri). E «legittimo sospetto» adombra pure il maresciallo dei carabinieri indagato a Nuoro per aver scritto il falso nel verbale sull’inseguimento conclusosi con l’uccisione di un giovane a un posto di blocco: prima denuncia il consulente che ha redatto la perizia balistica che lo accusa, poi attacca i giudici «rei» di aver acquisito lo stesso la perizia. Si inceppa in appello a Roma perfino il processo all’ottantenne maggiore croato imputato di aver massacrato nelle foibe un autonomista italiano nel 1944 a Fiume: gli stessi falliti tentativi di ricusare i giudici, per aver «manifestato indebitamente il loro convincimento», vengono infatti riproposti sotto il segno della Cirami per fermare il processo. Come a Milano, in un caso meno drammatico, fa anche un produttore di provoloni in lite da anni con la Cariplo sui diritti di refrigerazione nei magazzini: nel 1995 un giudice di Milano ha archiviato una sua denuncia? Allora - sostiene, ottenendo lo stop delle udienze - nessun giudice di Milano può ora celebrare l’appello del processo in cui a Lodi era stato condannato per calunnia dei 7 magistrati occupatisi della lite con la banca. Luigi Ferrarella