Filippo Facci Il Giornale 29/01/2003, 29 gennaio 2003
Sua maestà l’avvocato Basetta, il Giornale, 29/01/2003 Per uno studio dei rapporti tra Gianni Agnelli e la sinistra popolare
Sua maestà l’avvocato Basetta, il Giornale, 29/01/2003 Per uno studio dei rapporti tra Gianni Agnelli e la sinistra popolare. Seguono estratti della rivista satirica ”Cuore” pubblicati nei primi anni Novanta. Titolo satirico/giornalistico per far ridere le persone: «Sud martoriato, arriva la Fiat. Dopo i colloqui di assunzioni, i cittadini si consegnano spontaneamente alla mafia». Vignetta con firma illeggibile in cui si vede Agnelli seduto e, in prossimità del deretano, la scritta «zofff». Titolo satirico/giornalistico per far ridere le persone: «Agnelli agli italiani: ”Dovete spendere di meno”. Perché non cominci tu, vecchio scroccone?». Occhiello: «L’avvocato Basetta ha più miliardi che peli e accusa noi di spassarcela troppo – inconsueto distacco nei commenti della stampa italiana: grazie, maestà -; primi sacrifici in casa Agnelli: verrà assunto un maggiordomo più basso». Altro titolo per far ridere le persone: «Dalla parte degli umili: Jas Gawronsky. Abita in un sottoscala di casa Agnelli, è perfino più servile di Furio Colombo». Estratto da un editoriale di Michele Serra: «Agnelli e gli Agnelli sono, prima di tutto la testimonianza vivente dell’arretratezza strutturale del capitalismo italiano: un capitalismo familiare, quasi latino-americano... Ciò che rende buffi gli Agnelli è esattamente quest’aura dinastica , pre-repubblicana, con i nonni i padri i figli le zie i cognati descritti e ridescritti dai rotocalchi. Le riunioni di famiglia, l’erede Edoardo che dà fuori di matto, un’infanta che fa la fotografa di cani a Manhattan (la dura gavetta) e a romanzare la storia di questi Buddenbrook del parafango, non Thomas Mann, ma la regina-zia, Susanna... che dieci anni fa capitò in vetta alle hit parade con Vestivamo alla marinara... Forza avvocato Basetta. Ancora qualche anno di ”l’Italia può farcela”, di frasette pronunciate per placare i cronisti leccaculo, e potrai goderti i tuoi miliardi in silenziosa quiete». Filippo Facci