Jürgen Habermas Corriere della Sera, 24/01/2003, 24 gennaio 2003
La giovin vecchiaia dell’Europa, Corriere della Sera, 24/01/2003 La coscienza secolare del Nuovo Mondo si nutre della tradizione cristiana, più precisamente dalla presa di posizione in favore dell’ordo rerum novarum
La giovin vecchiaia dell’Europa, Corriere della Sera, 24/01/2003 La coscienza secolare del Nuovo Mondo si nutre della tradizione cristiana, più precisamente dalla presa di posizione in favore dell’ordo rerum novarum. Più che mai dal 1945 in avanti, non sono stati esattamente gli spiriti più malvagi della vecchia Europa che si sono fatti contagiare da questo pathos del «nuovo inizio». Sulle ali di questo spirito americano, qui da noi si è infatti affermato un modo di pensare normativo in opposizione alle vecchie mentalità, contro il cinismo realpolitico degli indifferenti, contro la critica culturale conservatrice verso le sottigliezze e contro il pessimismo antropologico di coloro i quali ripongono la propria fiducia sulla forza e su istituzioni in grado di esercitarla. Ed è un singolare e curioso rovesciamento dei fronti, il fatto che Donald Rumsfeld - il politico del «cambio di regime» imposto dall’esterno e il teorico dell’«azione preventiva» - definisca «vecchia» questa nuova Europa. Egli stesso è responsabile di una dottrina della sicurezza che si fa beffe di principi basilari del diritto internazionale. Nella critica dei suoi amici europei, Rumsfeld investe anche i suoi ideali dimenticati, quelli americani del diciottesimo secolo. Dallo spirito di quella affermazione politica sono infatti scaturite la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, la politica dei diritti umani delle Nazioni Unite e alcuni progressi nel campo del diritto internazionale, che sembrano oggi trovare più seguito in Europa che nel cosiddetto Nuovo Mondo, il cui volto appare invece piuttosto vecchio. Jürgen Habermas